I Verdi, tramite i portavoce Maria Pia Galletti e Antonio Lazzari, entrano nel dibattito nato attorno al rigassificatore e all’ipotesi dell’arrivo della seconda nave, ora in servizio in Toscana, a Ravenna. La Regione Emilia-Romagna ha comunque negato che ci possano essere due navi rigassificatrici nel capoluogo bizantino.
“Chi governerà nei prossimi anni la città dovrà necessariamente vigilare, come deve farlo per tutte le imprese a rischio rilevante, cercando di costruire una interlocuzione non vessatoria, ma nemmeno subalterna con tutte le imprese nel reciproco rispetto di ruoli, compiti e competenze. Quindi Snam FSRU Srl dovrà dimostrare con chiarezza e dovizia di dettagli la qualità del lavoro fatto, il fatto che non ci sarà alcun danno ambientale al mare e alla costa ravennate e soprattutto di essere costantemente in grado di evitare qualunque rischio per l’ambiente, i lavoratori e la città. Ciò è nei fatti, nell’autorizzazione e nella naturale gestione ordinaria delle cose” afferma quindi Europa Verde – Verdi Ravenna.
“Come Verdi Ravenna saremo vigili e attenti osservatori grazie anche alle tante competenze di cui disponiamo e ai forti legami con molte realtà del territorio che in questi anni il progetto lo hanno seguito, studiato, emendato e pesantemente criticato.
I dati dicono che abbiamo sempre meno bisogno di gas e che dove proprio dobbiamo utilizzarlo, ciò deve avvenire con una chiara prospettiva di sostituzione. Siamo consapevoli che una grande fetta dell’industria ravennate è rappresentata da aziende direttamente o indirettamente legate al mondo del fossile e delle estrazioni. Siamo altresì consapevoli che perdere questo patrimonio di competenze e tecnologie per il nostro territorio sarebbe un danno difficilmente affrontabile. Ma sappiamo anche che investire ulteriormente in tecnologie senza futuro è una follia. Riteniamo quindi che sia necessario quanto prima ripensare allo sviluppo industriale della nostra città, individuando percorsi di tutela e salvaguardia di questo patrimonio che passino attraverso la necessaria e urgente riconversione energetica delle imprese”.
“È un percorso difficile ed estremamente complesso, è l’unica strada disponibile per salvaguardare i posti di lavoro e la ricchezza che queste imprese garantiscono al nostro territorio; strada che doveva già essere stata imboccata.
Tutto ciò è di nuovo per noi un dato di fatto di grande attualità, non una prospettiva di un futuro lontano.
Viene da sé che il dibattito sul raddoppio eventuale del rigassificatore accogliendo la Golan Tundra, altri rigassificatori o soluzioni tra le più fantasiose che la mente umana possa concepire, per noi ricadono nel novero dei vaneggiamenti. Siamo sempre stati contrari al primo rigassificatore, non sono accettabili per noi proposte di raddoppio”.
























































