Alleanza Verdi-Sinistra Ravenna interviene sulle notizie relative alle perquisizioni che avrebbero coinvolto sei medici del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna, nell’ambito delle verifiche sulle certificazioni sanitarie necessarie al rilascio dei nulla osta per l’accompagnamento nei CPR di persone irregolari e il successivo rimpatrio.
Nel comunicato si sottolinea come l’attuale clima politico, fortemente orientato a una gestione securitaria dei fenomeni migratori, sollevi interrogativi sul piano delle garanzie e dei diritti fondamentali. Secondo AVS, un’impostazione centrata prevalentemente su strumenti restrittivi rischia di generare narrazioni semplificate e dinamiche discriminatorie, lontane dalla complessità della realtà.
Pur ribadendo il pieno rispetto per il lavoro della magistratura e per gli accertamenti in corso, il movimento evidenzia la delicatezza della questione quando l’esercizio della professione medica — fondato su autonomia clinica, principi deontologici e tutela della salute — viene coinvolto in procedure connesse alla gestione amministrativa e securitaria dell’immigrazione.
Per Alleanza Verdi-Sinistra Ravenna è fondamentale che la valutazione sanitaria resti indipendente e non subisca pressioni di natura politica o amministrativa. Qualsiasi forzatura in tal senso, si legge nella nota, rappresenterebbe un precedente pericoloso per l’equilibrio tra poteri dello Stato e per la tutela dei diritti costituzionali.
Il movimento esprime quindi solidarietà ai medici coinvolti e assicura attenzione sul tema, ribadendo la necessità che sul territorio siano garantiti dignità della persona, autonomia professionale e pieno rispetto dei principi costituzionali.



























































