«Marina di Ravenna soffre l’assenza di un progetto»: l’allarme lanciato dagli imprenditori e dalle associazioni di categoria trova ora una traduzione politica formale. Il capogruppo di Viva Ravenna, Filippo Donati, ha infatti depositato un Ordine del Giorno con cui chiede al sindaco e alla giunta l’elaborazione immediata di un Piano Strategico per il Turismo 2026-2030, aprendo il documento alla sottoscrizione di tutti i gruppi consiliari, di maggioranza e opposizione.
Secondo Donati, il grido d’allarme che arriva da Marina di Ravenna rappresenta «la conferma di una criticità che denunciamo da tempo»: il turismo, definito «l’asset più prezioso del territorio», continua a essere gestito senza una visione strutturata e di lungo periodo. «Non possiamo più permetterci – sottolinea – di procedere per emergenze o limitarci al semplice conteggio delle presenze».
L’Ordine del Giorno propone un cambio di metodo, fondato su analisi economiche reali, competenze tecniche e obiettivi misurabili. Tra i punti cardine della proposta vi è la richiesta di superare i dati puramente quantitativi per arrivare a una valutazione dell’impatto economico complessivo della filiera turistica sul PIL ravennate, includendo ricadute dirette e indirette.
Un altro elemento centrale è l’istituzione di un panel di esperti e stakeholder, composto non da politici ma da imprenditori, analisti economici e professionisti del marketing territoriale, incaricati di leggere i trend di mercato e orientare le scelte strategiche dei prossimi cinque anni.
Il piano, nelle intenzioni di Donati, dovrebbe inoltre prevedere un cronoprogramma chiaro, distinguendo tra azioni tattiche di breve periodo – come interventi su decoro urbano e accoglienza – e strategie di medio-lungo termine per il riposizionamento del brand Ravenna sul mercato nazionale e internazionale.
Sul fronte delle risorse, Viva Ravenna propone di vincolare una quota dell’imposta di soggiorno esclusivamente al finanziamento del Piano Strategico, garantendo trasparenza e un ritorno concreto per operatori e territorio. «Chi paga o riscuote questa tassa – afferma Donati – deve poter vedere quei fondi reinvestiti in servizi e attrattività».
«Se Marina di Ravenna denuncia l’assenza di un progetto – conclude il capogruppo – il Comune ha il dovere di rispondere non con promesse, ma con una pianificazione strutturata. Il turismo non ha colore politico: ha bisogno di competenze, dati e responsabilità».
L’auspicio è che il Consiglio comunale accolga la proposta con spirito unitario, mettendo da parte le appartenenze politiche per il rilancio dell’economia turistica del territori

























































