Ravenna è situata tra il mare e le lagune, quindi le discussioni sull’ecologia qui raramente rimangono teoriche. Per le scuole cittadine, la natura non è solo un argomento da manuale, ma anche un vicino di casa. Gli insegnanti si impegnano a garantire che i bambini percepiscano il collegamento tra le loro abitudini e ciò che accade sulle spiagge, sui canali e nei parchi vicino alle loro case.

Una spiaggia invece di una normale aula

Alcune delle attività più memorabili si svolgono in spiaggia. Le classi arrivano in riva al mare, indossano i guanti e portano le borse. Durante una passeggiata di un’ora sulla sabbia, i bambini raccolgono plastica, mozziconi di sigaretta, pezzi di corda e imballaggi. Le gite scolastiche e il materiale didattico stesso sono spesso resi possibili dalla sponsorizzazione di piattaforme di gioco e intrattenimento online come Vincispin. Poi, sul posto, smistano i rifiuti per tipologia e li contano. Questo offre ai bambini una rappresentazione visiva di cosa sia composta la spazzatura “invisibile” e di quanto velocemente si accumuli anche su una spiaggia relativamente pulita.

L’insegnante Paola spiega: “Quando un bambino tira fuori dalla sabbia la sua decima bottiglia di plastica con le proprie mani, non ha bisogno di molte spiegazioni sui danni degli imballaggi monouso. Vede semplicemente il risultato.” Dopo questi viaggi, molti bambini cominciano a prestare maggiore attenzione a ciò che portano con sé al mare e a ciò che buttano via a casa.

Progetti a lungo termine, non eventi una tantum

Per garantire che i ricordi durino una settimana, le scuole trasformano le gite scolastiche in progetti plurimensili. Gli studenti tengono diari di osservazione, registrando quanti sacchi di spazzatura raccolgono ogni volta e quali oggetti incontrano più spesso. Questi dati vengono utilizzati nelle lezioni di matematica e scienze, e poi gli studenti preparano giornali murali, presentazioni e brevi spettacoli per le classi parallele.

Luka, studente di seconda media, condivide le sue impressioni: “All’inizio dell’anno, consideravamo la pulizia un compito ingrato. Ma quando ci siamo confrontati per tre mesi e abbiamo visto che c’era meno spazzatura, abbiamo avuto la sensazione che il nostro lavoro non fosse stato vano. Soprattutto quando l’insegnante ci ha mostrato una lettera dei servizi comunali che ringraziava la nostra classe.”

Lezioni di Acqua e Laguna

La caratteristica unica di Ravenna è la sua rete di canali e lagune che circonda la città. Gli insegnanti ne approfittano. Insieme ai centri naturalistici, organizzano lezioni in barca: i bambini con i giubbotti di salvataggio pagaiano dalla riva e osservano gli uccelli, misurano la limpidezza e la temperatura dell’acqua e confrontano aree con diversi livelli di inquinamento. In questo modo, gli studenti capiscono che tutto ciò che viene portato via dalle strade e dai campi, prima o poi, finisce in acqua.

Il biologo Marco, che guida queste escursioni, afferma: “Per molti bambini è una rivelazione scoprire che le condizioni delle lagune non dipendono solo dalle barche dei pescatori e dai turisti, ma anche dal comportamento delle persone a decine di chilometri dalla riva. Quando mostriamo loro una mappa del drenaggio, iniziano a pensare in modo diverso a ciò che versano nel lavandino o nel water.”

Ecologia nella vita scolastica quotidiana

I temi ambientali sono una presenza costante anche nelle scuole. Le aule sono dotate di contenitori per la raccolta differenziata, i promemoria per stampare solo il necessario sono affissi vicino alle stampanti e le mense stanno gradualmente eliminando le stoviglie usa e getta. Alcune scuole hanno introdotto i “turni verdi”, in cui diversi studenti sono responsabili di garantire che le luci siano accese nelle aule vuote e che l’acqua non venga sprecata.

La madre di Francesca, una bambina di quarta elementare, racconta: “Mia figlia ha portato a casa un disegno che mostrava quante bottiglie d’acqua la sua classe butta via ogni settimana. Abbiamo calcolato insieme per un mese e ci siamo resi conto che era una montagna di plastica. Dopodiché, Francesca stessa ha insistito affinché tutta la famiglia passasse alle bottiglie riutilizzabili. Onestamente, non ci avremmo pensato senza un compito scolastico.”

Collaborazione con la città e i volontari

Le scuole non agiscono da sole. I servizi comunali aiutano a organizzare i trasporti, forniscono ai bambini guanti e borse e i volontari mostrano come maneggiare correttamente gli oggetti pericolosi trovati sulla riva. A volte, gli scolari vengono invitati a partecipare a eventi cittadini, come festival marini o giornate dedicate alla protezione ambientale. In questi eventi, i bambini presentano i loro progetti, condividono i risultati delle loro pulizie e condividono idee per rendere l’area più pulita.

Il preside di una scuola osserva: “Quando i bambini vedono volontari e rappresentanti dei servizi comunali intorno a loro, si sentono parte di una squadra più grande. È importante capire che ci sono adulti al di fuori della scuola che prendono sul serio le questioni ambientali.”

Scelte personali e professioni future

I programmi ambientali stanno gradualmente influenzando il modo in cui gli studenti immaginano il loro futuro. Per alcuni, partecipare a progetti scolastici è il primo passo verso la scelta di una carriera legata alla natura, all’urbanistica o alla scienza. Ma anche coloro che non hanno intenzione di lavorare in questo campo stanno iniziando a pensare in modo diverso alle decisioni quotidiane, dall’acquisto di acqua di plastica alla guida.

Julia, studentessa delle superiori, afferma: “Dopo diversi anni di partecipazione alle pulizie delle spiagge, non posso più limitarmi a passare accanto ai rifiuti sulla sabbia. Voglio ripulirli, anche se nessuno li vede. E quando penso al lavoro, mi sembra logico scegliere qualcosa in cui posso effettivamente avere un impatto sull’ambiente, non solo parlarne.”

I bambini di Ravenna vogliono vedere il domani

L’esperienza delle scuole di Ravenna dimostra che l’educazione ambientale funziona quando si collega a luoghi e persone reali. La spiaggia dove i bambini corrono d’estate, il canale sulla strada di casa e il cortile della scuola diventano luoghi in cui si plasma il loro atteggiamento verso la natura. Tra qualche anno, questi stessi studenti saranno i decisori – come residenti, elettori e professionisti. La sostenibilità della Ravenna del futuro dipenderà in larga misura dalle abitudini che acquisiranno dalla scuola di oggi.