“La Fondazione Ravenna Manifestazioni è riconosciuta e si riconosce come soggetto di diritto pubblico in quanto influenzata da enti pubblici partecipanti, come dimostra, tra l’altro, che il sindaco di Ravenna è presidente di diritto del suo Consiglio di amministrazione, mentre tra i suoi soci figurano i Comuni di Ravenna e Cervia, nonché la Provincia e la Camera di Commercio di Ravenna. Nello scorso settembre, il Consiglio di amministrazione della Fondazione ha deliberato, all’unanimità, l’assunzione del violoncellista Michele Marco Rossi codirettore artistico del proprio Ravenna Festival. È notizia pubblica di ieri che egli è stato rinviato a giudizio con le accuse di maltrattamenti, minacce, violenze psicologiche ed umiliazioni di tipo sessuale verso colei che, essendo stata per quattro anni sua fidanzata, lo ha denunciato per fatti risalenti a circa 10 anni fa, quando era poco più che ventenne, minacciandola anche, come riportano i giornali, di violenza e di morte.
Circa le responsabilità penali, l’art. 27 della Costituzione italiana dispone, che “l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”. Il sottoscritto non intende perciò esprimere alcun giudizio, tantomeno politico e/o morale, sulla persona in causa, bensì approfondire di seguito, in quanto consigliere comunale di Ravenna, il suo operato verso la Fondazione Ravenna Manifestazioni e quello, anche eventuale, della Fondazione stessa.
Al momento dell’assunzione dei dirigenti pubblici, la legge, escludendo che debbano esibire il certificato dei carichi pendenti, impone loro di produrre una dichiarazione sostitutiva che attesti l’assenza o la presenza di procedimenti penali in corso. Chi rilascia autodichiarazioni mendaci è punito ai sensi del Codice penale per falsità ideologica in atto pubblico.
Interrogo perciò Alessandro Barattoni, presidente del Consiglio di amministrazione di Ravenna Fondazioni in quanto sindaco di Ravenna, chiedendogli se:
- a Michele Marco Rossi è stato chiesto e/o da lui stesso consegnata una dichiarazione sostitutiva che attesti l’assenza o la presenza di procedimenti penali a suo carico, atto di cui, nel caso, avanzo istanza di ricevere copia;
- in assenza di tale dichiarazione o di dichiarazione mendaci, se si intende procedere nei suoi confronti sotto i profili delle conseguenze penali e del mantenimento o perdita del suo posto di lavoro, esprimendo al riguardo le motivazioni.”
























































