“Grave disavanzo di bilancio della parte corrente
La sezione regionale di controllo della Corte dei Conti ha certificato, nel bilancio 2024 della Regione Emilia, l’esistenza di un debito di parte corrente da 378 milioni di euro, emerso nonostante un saldo formalmente attivo di 191,5 milioni, dovuto però all’impiego di entrate straordinarie e a giochi di compensazione occasionali. Sono stati quindi coperti solo temporaneamente i conti ordinari, che, per mandare avanti l’ente, dai servizi generali alla sanità, devono essere strutturalmente positivi. Di qui la difficoltà di riportare in equilibrio reale i conti di spesa corrente della nostra Regione a partire già da questo 2025.
Tasse aumentate, Ticket farmaceutici per 131,86 milioni
Il cambiamento di passo indicato dalla Corte dei Conti, pienamente condivisibile, consiste nel produrre “interventi strutturali di contenimento della spesa in termini di risparmio, senza che questo vada ad intaccare i servizi essenziali”. Nel primo semestre del 2025, la Regione ha però aumentato dapprima le tasse, dall’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF), all’Imposta Regionale sulle Attività Produttive (IRAP), dall’Imposta sul Reddito delle Società (IRES), alla Tassa automobilistica regionale, cosiddetta bollo auto.
Ha poi introdotto un ticket sui farmaci di fascia A, pari a 2,20 euro per confezione, con un massimo di 4 euro per ricetta. Rispetto alle vecchie tariffe, la Regione ha calcolato, su richiesta della Corte dei Conti, che, a parità dei consumi registrati nel 2024 e tenuto conto dell’entrata in vigore della manovra il 2 maggio 2025, i maggiori ricavi sarebbero pari a 32,96 milioni da maggio a dicembre 2025 e a 49,45 milioni l’anno per il 2026 e il 2027: cioè 131,86 milioni in due anni e mezzo.
Aumenti progressivi della spesa sanitaria
È tuttavia prevedibile che queste entrate così massicce ricavate dai ticket su prodotti non certo voluttuari, ma di primaria necessità esistenziale, cresceranno, anche notevolmente, in proporzione all’incremento costante della spesa farmaceutica causata da molti fattori, tra cui: l’invecchiamento della popolazione, che produce un incremento delle malattie croniche e degenerative; l’aumento delle malattie croniche più diffuse, come diabete, malattie cardiovascolari, respiratorie e tumorali; il cambiamento climatico, che comporta maggiori malattie infettive trasmesse da vettori infestanti e l’aggravamento di malattie respiratorie, cardiovascolari e neurologiche, ecc. Del resto, gli ultimi dati disponibili dell’Agenzia Italiana del Farmaco mostrano come, in Italia, la spesa farmaceutica del 2023 sia cresciuta, rispetto al 2022, del 6,1%, per un totale di 36,2 miliardi.
La mozione
I superticket introdotti dalla Regione Emilia-Romagna sui medicinali essenziali di fascia A, penalizzano peraltro i pazienti più fragili con redditi medio-bassi, ponendoli anche di fronte all’impossibilità, soprattutto se affetti da malattie durature, di sostenerne stabilmente l’acquisto, a danno della propria salute.
Di qui l’opportunità della seguente mozione, tramite cui
Il consiglio comunale di Ravenna invita il Sindaco
- a sostenere, nei confronti della Regione Emilia-Romagna, attivando al riguardo anche la Conferenza Territoriale Sociale Sanitaria dell’AUSL Romagna, l’esigenza che la Regione stessa persegua, secondo le indicazioni della Corte dei Conti, l’obiettivo di risanare gli squilibri della propria spesa corrente perseguendo una maggiore efficienza dei servizi svolti, da cui derivino quindi consistenti risparmi;
- si potrà, in tal modo, ridurre il carico dei ticket imposti sui medicinale di fascia A a sgravio dei pazienti con reddito medio-basso, in coerenza con l’art. 53 della Costituzione italiana. per cui “tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”.”

























































