A dodici anni dalla nascita dell’AUSL Romagna, i sistemi informativi delle quattro ex aziende sanitarie di Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini non risultano ancora pienamente integrati. A sollevare la questione è Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, che ha presentato un’interrogazione al sindaco di Ravenna chiedendo chiarezza su uno degli obiettivi fondamentali alla base della maxi-fusione sanitaria regionale.
L’AUSL Romagna è entrata in funzione il 1° gennaio 2014, diventando una delle più grandi aziende sanitarie italiane per estensione territoriale, numero di ospedali e popolazione servita. Tra gli obiettivi dichiarati vi erano la garanzia dei livelli essenziali di assistenza e l’unificazione delle reti ospedaliere e territoriali, a partire proprio dall’integrazione dei sistemi informativi.
Secondo Ancisi, però, entrambi gli obiettivi risultano ancora largamente disattesi. In particolare, la mancata piena integrazione informatica comporterebbe conseguenze concrete per i cittadini: l’impossibilità, in alcuni casi documentati, per i medici di accedere all’intera storia clinica di un paziente che si rivolge a strutture sanitarie in territori diversi della Romagna. Un limite che può incidere negativamente sulla qualità dell’anamnesi, sulla diagnosi e sulle scelte terapeutiche.
Alla richiesta di chiarimenti, il direttore generale dell’AUSL Romagna, Tiziano Carradori, ha risposto sostenendo che “la quasi totalità dei sistemi informatici è stata integrata in modo trasversale” e che sono disponibili strumenti come il Dossier Sanitario Elettronico per superare le differenze tecnologiche preesistenti. Una risposta che Ancisi giudica insufficiente e poco trasparente, poiché non chiarisce quali e quante sedi non siano ancora integrate e perché, nonostante gli strumenti citati, permangano casi di mancato accesso ai dati clinici.
“È evidente – sottolinea Ancisi – che la completa integrazione dei sistemi informativi, che doveva rappresentare il primo e fondamentale obiettivo dell’AUSL Romagna, a dodici anni dalla sua istituzione non è ancora realtà”.
Da qui la richiesta rivolta al sindaco di Ravenna, in qualità di autorevole componente della Conferenza territoriale socio-sanitaria, di fornire ai cittadini romagnoli risposte precise su due punti: quali sedi dell’AUSL Romagna non siano ancora pienamente integrate e quali siano i tempi previsti per arrivare finalmente a una completa unificazione dei sistemi informativi aziendali.
























































