Confartigianato Imprese Ravenna esprime forte preoccupazione a seguito dell’adozione del progetto di variante alle Norme di Attuazione del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) per i bacini del Reno, dei fiumi Romagnoli e del Conca-Marecchia. Se da un lato l’associazione riconosce l’imprescindibile impegno delle istituzioni nel garantire la sicurezza idraulica e la tutela dell’incolumità pubblica dopo i drammatici eventi alluvionali, dall’altro evidenzia come le nuove misure rischino di paralizzare economicamente il territorio.

“La sicurezza è una priorità assoluta che non mettiamo in discussione,” dichiara Tiziano Samorè, Segretario provinciale di Confartigianato Imprese Ravenna “ma non possiamo accettare che la risposta al rischio idraulico si traduca in un blocco generalizzato degli investimenti. Il rischio reale è che un territorio già profondamente ferito dall’alluvione venga colpito una seconda volta, questa volta da un eccesso di burocrazia e da vincoli urbanistici paralizzanti.”

Il punto critico individuato dall’associazione riguarda il legame tra la possibilità di sviluppo e la realizzazione delle opere pubbliche di prevenzione. La variante prevede che una maggiore flessibilità per gli investimenti sia subordinata al completamento di infrastrutture idrauliche che, ad oggi, non hanno tempi certi di realizzazione e per le quali mancano ancora parte delle risorse stanziate.

“Non possiamo permettere che il territorio resti sospeso in un limbo per anni,” continua Samorè. “Le imprese, in particolare quelle già esistenti e radicate, devono avere la possibilità di svilupparsi, ammodernarsi e crescere a condizioni sostenibili. Chiedere oggi alle aziende di fermarsi in attesa di opere pubbliche non ancora finanziate o cantierate significa condannarle al declino.”

Confartigianato sottolinea inoltre un paradosso normativo: mentre il sistema produttivo viene chiamato ad adeguarsi a nuovi obblighi, come le assicurazioni obbligatorie contro le calamità naturali e danni catastrofali, e mentre migliorano le capacità tecnologiche di prevenzione, previsione e allerta, i nuovi vincoli sembrano non tenere nella giusta considerazione la capacità di resilienza e gestione del rischio già in atto.

“Se la priorità è la messa in sicurezza, si proceda immediatamente con i cantieri e si finanzino tutte le opere necessarie con procedure d’urgenza,” conclude il Segretario di Confartigianato Imprese Ravenna. “In alternativa, serve un regime transitorio più flessibile, anche con compensazioni di natura economica-fiscale e controgaranzie assicurative, che consenta alle imprese, a fronte di determinate rigidità, di non perdere competitività, permettendo così la vita economica del territorio. Le imprese romagnole hanno dimostrato una forza straordinaria nel rialzarsi dal fango; ora le istituzioni non devono zavorrarle con l’incertezza normativa. La tutela del suolo deve camminare di pari passo con la tenuta del tessuto sociale e produttivo.”