Si allarga il fronte dell’inchiesta della Procura di Ravenna sui certificati “anti-rimpatrio” emessi dai medici del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna. Sono ora altre due le persone indagate. In totale quindi le persone al centro dell’inchiesta sono diventate 8. La notizia è apparsa sul Corriere di Romagna e su Il Resto del Carlino oggi in edicola.
Ieri, nel frattempo, si è svolto il flash mob a sostegno dei medici indagati, davanti all’ingresso dell’ospedale bizantino. Per i partecipanti all’iniziativa, i medici hanno agito a tutela della salute dei pazienti, delle altre persone dirette ai CPR e dei lavoratori degli stessi centri.
L’inchiesta della Procura, secondo le fonti di stampa, si sta focalizzando su un arco temporale che va da settembre 2024 a gennaio 2026, con 34 casi presi in esame, 10 dei quali dichiarati non idonei al trasferimento ai CPR.



























































