Il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, interviene sulla perquisizione avvenuta nei giorni scorsi nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale cittadino, nell’ambito di un’indagine relativa alle certificazioni sanitarie necessarie per il rilascio dei nulla osta destinati all’accompagnamento nei Centri per il rimpatrio di cittadini extracomunitari irregolari.
Barattoni afferma di aver appreso la notizia dagli organi di stampa e ribadisce la propria piena fiducia nel lavoro della magistratura, chiamata ad accertare eventuali responsabilità individuali. Allo stesso tempo, però, sottolinea come la vicenda abbia assunto una dimensione pubblica che richiederebbe prudenza e cautela, soprattutto nelle dichiarazioni politiche.
Il primo cittadino critica in particolare alcune prese di posizione di ministri della Repubblica che, a suo avviso, avrebbero anticipato giudizi e individuato responsabilità prima della conclusione delle verifiche, finendo per esporre i medici del reparto a un processo mediatico. “In un Paese normale – osserva – le forze dell’ordine si occupano di sicurezza, i medici di salute, chi indaga di giustizia e chi governa dovrebbe garantire diritti e condizioni adeguate per tutti”.
Secondo Barattoni, le attuali procedure sui rimpatri mostrano criticità sia sul piano della tutela dei diritti delle persone trattenute nei Cpr, sia per quanto riguarda le condizioni operative di chi è chiamato a svolgere funzioni di sicurezza e assistenza sanitaria. “Non tocca ai medici garantire la sicurezza”, ribadisce, invitando il Governo a concentrarsi sul miglioramento delle procedure piuttosto che su dichiarazioni che rischiano di delegittimare chi opera quotidianamente nel sistema sanitario.
Il sindaco conclude esprimendo vicinanza e solidarietà a tutti i professionisti sanitari della città, certo che continueranno a svolgere il proprio lavoro con responsabilità e professionalità, in attesa che l’indagine faccia piena chiarezza sui fatti.



























































