Riassegnare rapidamente gli alloggi pubblici, attualmente sfitti perché bisognosi di interventi di ristrutturazione, a lavoratrici e lavoratori a reddito medio-basso: questo è il primo obiettivo della Regioneche, con questo bando, avrà uno strumento utile a orientare le risorse regionali, che saranno destinate prioritariamente ai territori in cui è maggiore l’intensità della domanda abitativa. Iniziamo con queste azioni ad attivare il piano da 300 milioni per azzerare gli alloggi pubblici sfitti”.

Così l’assessore regionale alla Casa, Giovanni Paglia, annunciando il primo via libera al percorso di riqualificazione del patrimonio di Edilizia residenziale pubblica per rispondere al fabbisogno abitativo di alloggi in locazione a canone calmierato.

Dopo aver avviato nei mesi scorsi la ricognizione con Comuni e Acer degli alloggi Erp e Ers disponibili a seguito di ristrutturazione, la Giunta regionale ha ora approvato un bando pubblico per costituire elenchi di cittadine, cittadini, lavoratrici, lavoratori e nuclei familiari in possesso di requisiti specifici e interessati a ottenere in locazione gli alloggi a canone calmierato.

Per avviare il piano, in questa prima fase si parte con 30 milioni di euro di Fondi Fesr e sono disponibili i primi 1.011 alloggi da ristrutturare e dare in affitto: 157 a Bologna, 20 a Piacenza, 38 a Parma, 186 a Reggio Emilia, 252 a Ferrara, 8 a Forlì, e 23 a Ravenna.

Possono presentare domanda le cittadine e i cittadini con un Isee non inferiore a 8mila euro e non superiore a 35mila euro. La somma dei redditi dei componenti del nucleo che occuperà l’alloggio non deve essere inferiore a 16mila euro. Inoltre, i componenti del nucleo non devono essere proprietari di altri alloggi nel territorio regionale.

Gli interessati dovranno possedere un indice di solvibilità (ovvero rapporto fra canone di locazione dell’alloggio da assegnare e reddito familiare netto) in misura uguale o inferiore al 20% e provvedere al trasferimento della residenza anagrafica nell’alloggio entro 90 giorni dalla firma del contratto di locazione.

L’assegnazione degli alloggi dovrà avvenire a seguito di un regolamento comunale che sarà predisposto sulla base di un regolamento-tipo regionale con cui i Comuni, proprietari degli alloggi, potranno anche destinare quota parte delle abitazioni ristrutturate a particolari categorie di persone, come nuclei familiari presenti nelle graduatorie comunale di accesso all’Erp, nuclei già segnalati o seguiti dai Servizi sociali comunali e in condizione di emergenza abitativa, famiglie interessate da un provvedimento di decadenza dall’assegnazione di un alloggio Erp a causa del superamento dei limiti di reddito o di possidenza mobiliare e nuclei con lavoratrici e lavoratori impiegati nei servizi pubblici.

Il canone calmierato del contratto di locazione da sottoscrivere ai fini dell’assegnazione dell’alloggio Ers sarà equiparato al canone concordato con durata di 6 più 2 anni.