La giunta dica se ritenga politicamente opportuna la permanenza in servizio del direttore generale dell’Ausl Romagna, alla luce del fatto che lo stesso è, ad oggi, collocato in quiescenza e che la domanda di pensionamento è stata formulata in un momento immediatamente successivo rispetto alla sua conferma nel ruolo.
A chiederlo, con un’interpellanza in commissione Politiche per la Salute, sono i consiglieri di Fratelli d’Italia Luca Pestelli (primo firmatario), Alberto Ferrero e Nicola Marcello.
“E’ stato confermato che il direttore generale dell’Ausl Romagna percepisce il trattamento pensionistico, per requisiti maturati dal primo luglio 2025, unitamente al compenso per l’incarico: resta la questione, dunque, dell’opportunità politica che in questa sede è doveroso affrontare”, afferma Pestelli.
Nell’atto ispettivo, si ripercorrono anche le criticità relative al bilancio d’esercizio dell’Ausl Romagna del 2024, “che ha riportato un passivo di oltre 37 milioni di euro”. “Inoltre – proseguono i firmatari – il bilancio preventivo, relativo all’anno 2025, ha ipotizzato una perdita di oltre 200 milioni di euro”. Tra le problematiche evidenziate, anche le lunghe liste d’attesa con cui i cittadini sono costretti a confrontarsi quotidianamente e, più in generale, “la mancanza di visioni concrete di integrazione tra ospedale e territorio e di sviluppo di un sistema che coinvolga realmente la comunità degli operatori sanitari nel suo complesso”.
A rispondere in commissione è l’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi, che ha ribadito la bontà delle azioni messe in campo dalla direzione aziendale e i risultati annualmente conseguiti dall’Ausl Romagna in relazione agli obiettivi di programmazione regionale e in coerenza con gli obiettivi di mandato. Fabi è poi entrato nel merito del caso specifico, relativo al collocamento in quiescenza del direttore generale.
“Il direttore generale dell’Ausl Romagna ha sottoscritto il contratto il 31 gennaio 2025 – spiega – con scadenza al 31 gennaio 2029, in virtù del possesso di tutti i requisiti previsti dalla normativa al momento della firma del contratto. E’ tutto dunque perfettamente lecito, come chiarito dall’ufficio legislativo della Presidenza del Consiglio dei ministri, nel 2022, rispondendo ad una richiesta di chiarimento della Regione Veneto”. Sull’opportunità della sua permanenza in servizio, l’assessore Fabi ha ribadito “assoluta stima e fiducia nel direttore generale che ha sempre conseguito una percentuale di raggiungimento degli obiettivi superiore al 90%”.
Non soddisfatto della risposta il consigliere Pestelli. “Le visioni sulla politica sanitaria possono essere legittimamente diverse – conclude -, ma il tema degli incarichi a persone in quiescenza è oggetto di dibattito. E’ vero che esiste un parere della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma nel frattempo sono intervenute altre pronunce, come quella del 2024 della Corte dei Conti della Regione Puglia che determina l’obbligo di gratuità dell’incarico se la persona va in pensione nel corso del mandato. Per quanto non vincolante, questa pronuncia è più in linea con la circolare ministeriale 6/2014 che individua, nel conferimento di incarichi a soggetti prossimi alla pensione, un comportamento potenzialmente elusivo della normativa. Per questo, sul tema, presenterò una nuova interrogazio























































