Con 10.532 imprese attive, il sistema agricolo delle province di Ferrara e Ravenna si conferma uno dei pilastri dell’economia locale. Un comparto caratterizzato da una forte diversificazione per dimensioni, obiettivi e metodi di produzione sempre più innovativi, capace di generare oltre un miliardo di euro di valore aggiunto diretto e di garantire occupazione a circa 26.000 persone, pari al 9,6% dell’occupazione complessiva.
Il tessuto imprenditoriale agricolo mostra una buona vitalità anche sotto il profilo della composizione: 1.835 imprese sono guidate da donne (17,4%), mentre 334 aziende – circa tre ogni cento – sono condotte da imprenditori under 35. Rimane invece contenuta la presenza di imprese agricole a conduzione straniera, che rappresentano l’1,2% del totale.
Accanto a produzione e occupazione, emerge con forza anche la dimensione internazionale del comparto. Nei primi nove mesi del 2025, l’export del sistema agricolo ferrarese e ravennate ha raggiunto 416 milioni di euro, facendo registrare un incremento del 18,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Numeri che evidenziano la solidità di un settore che, insieme ad artigianato, commercio, cooperazione, industria, servizi e turismo, contribuisce in modo determinante alla crescita socio-economica dei territori, anche grazie a una capacità di attivazione sull’economia pari a 2,1 euro per ogni euro prodotto direttamente.
«Gli agricoltori sono essenziali per il nostro presente e il nostro futuro: costituiscono una delle forze propulsive dell’occupazione e della crescita sostenibile e apportano un contributo fondamentale alla transizione ecologica», ha sottolineato Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna.
Guberti ha ricordato come il settore agricolo abbia dimostrato una forte resilienza, sopportando gli shock della pandemia e l’aumento dei costi dei fattori di produzione. Tuttavia, ha avvertito, «le tensioni geopolitiche, gli effetti delle crisi recenti, l’impatto degli eventi meteorologici estremi e il degrado ambientale stanno mettendo sotto pressione la redditività di un settore indispensabile». Un comparto che, ha aggiunto, «custodisce il legame tra cibo, comunità, stagionalità, culture e tradizioni, rappresentando anche una risposta allo spopolamento delle aree interne e alla gestione del territorio».
Sul fronte dell’innovazione, le imprese agricole ferraresi e ravennati mostrano un atteggiamento positivo verso la digitalizzazione, considerata un fattore chiave per aumentare resilienza e competitività. Tra le soluzioni più diffuse figurano i sistemi di monitoraggio a distanza di macchine, attrezzature e coltivazioni, gli strumenti di supporto alle decisioni e le tecnologie per l’irrigazione di precisione.
Rilevante anche il tema dell’accesso al credito. Nel 2025 è stata significativa l’adesione al bando promosso dalla Camera di commercio in collaborazione con gli Organismi di garanzia, che ha consentito di erogare 132.000 euro di contributi a fronte di finanziamenti attivati per investimenti produttivi e liquidità.
Prosegue infine il percorso sulla certificazione delle competenze e sull’innovazione della filiera agricola e agroalimentare, promosso dalla Camera di commercio insieme alle associazioni di categoria, in linea con le direttive di Unioncamere e della Rete nazionale degli Istituti tecnici agrari. L’obiettivo è investire sulle competenze del futuro, rispondendo alle sfide della transizione ecologica e digitale.
«L’agricoltura ha saputo disseminare modernità e diventare vettore di internazionalizzazione dell’economia – ha concluso Guberti –. È fondamentale rendere tutti consapevoli della sua centralità: durante la pandemia non ha mai smesso di sostenere il Paese e anche le recenti alluvioni hanno mostrato lo spirito di solidarietà che caratterizza questo mondo. I sacrifici e i danni subiti dagli agricoltori meritano risposte rapide e politiche adeguate per creare le condizioni di una vera ripresa».























































