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Si sono svolte questa mattina a Faenza le celebrazioni ufficiali per il Giorno della Memoria. La mattinata ha visto la partecipazione di molti degli studenti delle scuole del territorio, protagonisti di un passaggio di testimone generazionale fondamentale per mantenere viva la coscienza collettiva sulla tragedia della Shoah.

La cerimonia ha avuto inizio con il corteo istituzionale che, aperto dal Gonfalone della città e accompagnato dalle note degli allievi della Scuola di Musica Sarti, è partito da via Fratelli Rosselli per raggiungere il Tempietto della Memoria, situato sul Lungofiume Amalia Fleischer. In questo luogo solenne, dopo la deposizione della corona, le autorità hanno riproposto il gesto simbolico della deposizione dei sassi. Questa antichissima tradizione ebraica, che prevede di porre piccoli ciottoli sulle tombe al posto dei fiori, simboleggia la volontà di segnare un luogo come sacro e rendere eterno il ricordo, richiamando il concetto di “ierofania”, ovvero la rivelazione di un elemento sacro in un luogo specifico.

Il corteo si è poi trasferito nel giardino del Monastero di Santa Chiara per lo svolgimento delle orazioni ufficiali. Il momento è stato arricchito dalle esecuzioni corali degli studenti dell’indirizzo musicale dell’Istituto Comprensivo Cerini, alle quali si sono alternate le letture sulla Memoria degli alunni della Cova Lanzoni (IC Matteucci) e le poesie della classe 5E della Primaria Carchidio (IC Cerini). Una menzione particolare è stata rivolta agli studenti dell’ITIP Bucci, vincitori della 24° edizione del prestigioso concorso nazionale “I Giovani incontrano la Shoah”. Mentre alcune classi dell’istituto partecipavano alla cerimonia faentina, una delegazione è stata infatti ricevuta proprio oggi al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la premiazione ufficiale alla presenza delle più alte cariche dello Stato.

Nel corso degli interventi è stato sottolineato come il 27 gennaio rappresenti una data fondamentale per esercitare uno spirito critico attraverso figure simbolo del legame profondo tra la Shoah e la città di Faenza. È stata rievocata la figura di Amalia Fleischer, la colta avvocata e insegnante che fu prelevata proprio dal Monastero di Santa Chiara per essere deportata ad Auschwitz nel 1943. Di lei è stato ricordato l’ultimo, straordinario gesto di civiltà: il dono del proprio accappatoio a un’allieva incinta, un atto di cura compiuto un istante prima di affrontare il proprio tragico destino. Accanto a lei, è stata narrata la storia di Joachim Jakobson, lo studente ebreo dell’Istituto Ballardini che ebbe salva la vita grazie al coraggio del suo Preside e della comunità faentina, che lo nascosero sfidando le leggi razziali del 1938. Il messaggio centrale della mattinata ha evidenziato come la scelta individuale e il rifiuto dell’indifferenza siano stati gli unici baluardi contro la barbarie, ricordando che la costruzione della civiltà è un impegno quotidiano e non negoziabile.

Al termine della cerimonia, gli studenti hanno visitato la mostra documentaria dedicata ad Amalia Fleischer allestita presso il Monastero. Le celebrazioni proseguono nel pomeriggio di oggi, alle ore 15 presso Faventia Sales, con la conferenza della prof.ssa Marinella Lotti sulla Resistenza degli Internati Militari Italiani, e alle ore 20.30 al Ridotto del Teatro Masini con il concerto “Musica e parole per non dimenticare”. Il programma si concluderà ufficialmente sabato 31 gennaio alle ore 17, presso il Museo della Seconda Guerra Mondiale e della Shoah, con la conferenza-spettacolo del professor Luca Rosetti dedicata alle responsabilità italiane e ai Giusti nella Shoah.