Con l’arrivo delle temperature più rigide, torna puntuale un pensiero comune: “mi fa male perché fa freddo”. In Romagna, tra giornate più corte, ritmi intensi e meno occasioni di muoversi (anche all’aperto), molte persone riferiscono un aumento di rigidità e fastidi a schiena e collo, ma anche a spalle, ginocchia e mani. L’Ordine dei Fisioterapisti di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini invita a leggere questo fenomeno con un messaggio semplice, non allarmistico: il freddo può influenzare come ci sentiamo, ma non è “a priori” e da solo la causa primaria del dolore o dei fastidi.

La scienza mostra, infatti, che l’esposizione al freddo, nelle persone senza dolori o fastidi, tende a essere percepita come sensazione sgradevole o fastidiosa e diventa davvero dolorosa soprattutto quando esiste già una condizione di maggiore suscettibilità individuale o di vulnerabilità dei tessuti del corpo. In altre parole, in molti casi il freddo agisce più come “modificatore” o “amplificatore” di sintomi già presenti, non come origine unica del problema. È come se, in un certo senso, possa essere un “facilitatore” che mette alla prova il nostro corpo e lo rendesse maggiormente vulnerabile – ma non per tutti. Anche altri studi sul legame tra freddo e disturbi muscoloscheletrici risultano eterogenei: non descrivono un rapporto diretto e universale, ma un quadro più complesso che varia da persona a persona.

“È senz’altro comprensibile associare i dolori al freddo: in inverno ci muoviamo meno, stiamo più tempo fermi, cambiano le abitudini e spesso aumentano anche stress e stanchezza”, sottolinea il presidente dell’Ordine, dottor Valerio Barbari. “La buona notizia è che sappiamo molto bene come fronteggiare questi periodi: non servono soluzioni drastiche, bensì scelte pratiche e graduali che aiutano il corpo a tollerare meglio la giornata, freddo incluso”.

Secondo l’Ordine, il punto chiave è non rincorrere spiegazioni “semplici” che rischiano di farci sentire, in un certo senso, “in balìa” del meteo, ma concentrarsi su ciò che funziona davvero per stare meglio. Le regole per i periodi freddi, infatti, non sono così diverse da un periodo più caldo: movimento, gradualità e gestione dei carichi fisici e mentali.

Ecco alcuni semplici suggerimenti.

  1. Confort termico per sentirsi meglio, non per prevenire

Il confort termico è senz’altro una strategia utile per il benessere personale per chi soffre maggiormente le basse temperature e per chi è più suscettibile nei periodi freddi, ma non è una regola universale per tutti. Non c’è nulla di male nella regolazione termica attraverso alcuni strati di vestiti in più o l’uso delle “famose” coperture (come sciarpe o foulard forse utilizzati oltre il necessario e con la richiesta di un’efficacia troppo pretenziosa), ma è bene sapere come debbano essere considerati un agio e una comodità personali e individuali.

  1. Insistere sul muoversi costantemente, anche se poco

Il movimento ha la capacità di spezzare la staticità che non giova alle nostre articolazioni e ai nostri muscoli. Le articolazioni, le “giunture”, sono ricche di liquido sinoviale, un liquido che più l’articolazione si muove più è fluido (a garanzia di maggiore elasticità e mobilità). I muscoli, invece, lavorano meglio in condizioni di incremento della temperatura corporea: il movimento, in questo senso, aiuta a migliorare la loro capacità di contrarsi e rilassarsi per compiere i movimenti della vita di tutti i giorni.

  1. Ridurre stress fisico e mentale, evitando i sovraccarichi

Il freddo, da solo, non può essere la causa esclusiva del dolore, ma è anche vero che per qualcuno potrebbe essere uno dei fattori che rende più suscettibile il corpo, esattamente come lo stress mentale e fisico che inevitabilmente fanno parte della nostra vita. Pensieri, preoccupazioni, incombenze lavorative e familiari (e non solo) insieme ai carichi fisici dello sport, del lavoro, della posizione obbligata mantenuta per alcune ore (e non solo) sono solo alcuni esempi di fattori che potrebbero metterci in crisi, soprattutto se combinati tra loro. Dare maggiore attenzione a tutti i fattori che, come il freddo, potrebbero mettere a dura prova il nostro corpo generando un sovraccarico è un’ottima (ed efficace) strategia iniziale.

  1. Evitare il riposo totale

Che il riposo totale non sia benefico per la salute è ormai noto. Purtroppo, però, durante i periodi più freddi come quello che viviamo in questo momento, la voglia e l’iniziativa verso il movimento, l’esercizio o l’attività fisica tendono a ridursi: si esce meno, si rimanda più facilmente e le giornate diventano — quasi senza accorgersene — più statiche e “sedute” del solito. Semplici movimenti o attività (fare le scale, una camminata, esercizi a casa, cambiare posizione o altro) sono degli ottimi alleati per neutralizzare gli effetti negativi della maggiore (e fisiologica) sedentarietà invernale.

5. Ricordarsi i “movimenti snacks”

“Microdosi” di movimento o riattivazione, soprattutto per la riduzione dei fastidi e della rigidità, sono ottimi alleati per le nostre giornate. Per microdosi di movimento si intendono tutti i movimenti del corpo (anche i più semplici movimenti di allungamento della schiena, di movimentazione del collo, di apertura e chiusura delle braccia, camminare…) che possiamo eseguire come semplici esercizi quotidiani, a patto che siano rispettate queste regole: alta frequenza giornaliera (farli più volte al giorno), alta frequenza settimanale (farli tutti i giorni), bassa durata (prendersi anche solo qualche minuto è sufficiente in quel momento), bassa intensità (senza movimenti vigorosi o grossi carichi).

  1. Affidarsi a professionisti regolarmente autorizzati e iscritti all’Ordine

“Anche in inverno — conclude il presidente Barbari — prendersi cura di sé significa inizia con lo scegliere strumenti semplici e realistici. Qualora vi sia la necessità, è altrettanto importante affidarsi solo ed esclusivamente a professionisti regolarmente autorizzati. Oggi, tutti i cittadini hanno la possibilità di conoscere chi siano i Fisioterapisti e le Fisioterapiste abilitati all’esercizio professionale grazie alla piattaforma online nazionale. La sicurezza dei cittadini, infatti, passa anche da qui, ovvero dalla conoscenza di chi siano i professionisti a cui rivolgersi, soprattutto in un contesto in cui l’abusivismo nel settore della riabilitazione resta un rischio concreto”.