“Da diverso tempo il centro storico di Faenza, in particolare l’area compresa tra la zona Duomo e metà di Corso Garibaldi, è interessato da un fischio, acuto e penetrante, che sta causando gravi disagi a cittadini, residenti e attività commerciali.
«Il rumore è costante, ad alta frequenza e particolarmente fastidioso – dichiarano i consiglieri – tanto da rendere difficoltoso lavorare nei negozi, accogliere clienti, parlare all’interno dei locali o semplicemente sostare nelle abitazioni. Il disagio è diffuso e ampiamente segnalato da chi vive e lavora quotidianamente nel centro».
In merito alle verifiche tecniche effettuate, è emerso che le misurazioni condotte finora hanno riguardato i decibel. «Secondo quanto riferito, i valori in dBA rientrerebbero nei limiti previsti dalla normativa e, sulla base di questi parametri, ARPAE non rileverebbe una situazione di inquinamento acustico».
«Questo però apre un tema serio e non aggirabile – proseguono – perché il disagio percepito dalle persone è evidente e concreto, nonostante il rispetto formale dei limiti in decibel. Le alte frequenze possono risultare estremamente invasive, stressanti e difficili da sopportare, soprattutto se continue e prolungate nel tempo».
A essere maggiormente penalizzati sono i negozianti del centro storico, che in questi giorni affrontano uno dei periodi più importanti dell’anno. «Siamo nel pieno delle festività natalizie, quando il centro dovrebbe essere un luogo accogliente, piacevole e vivibile. Invece, molte attività stanno lavorando in condizioni di forte disagio, con clienti infastiditi e una permanenza ridotta nelle vie del centro».
«Il punto non è solo stabilire se un parametro tecnico venga superato o meno, ma garantire la qualità della vita urbana. Il centro storico non può restare per mesi ostaggio di un rumore che, pur non rientrando formalmente nei limiti di legge, sta creando malessere diffuso e danni indiretti al commercio».
«Chiediamo quindi all’Amministrazione comunale di non fermarsi a una lettura puramente burocratica dei dati, ma di individuare con urgenza l’origine del fischio e risolvere il problema, tutelando cittadini e attività economiche. Il disagio esiste ed è sotto gli occhi – e nelle orecchie – di tutti».”






















































