“Saremmo tentati di ignorare l’ennesima uscita del segretario ravennate della Lega, Luca Cacciatore, che dopo aver cancellato il suo Partito dal Consiglio Comunale , non trova di meglio che tentare di trasformare la realtà in un romanzo d’azione contro il vicesindaco. Proprio per questo vale la pena riportare i fatti come sono in realtà a beneficio di Ravenna e della sicurezza della nostra comunità.
Ancora una volta assistiamo infatti ad una sceneggiatura ormai consumata dell’ esponente leghista: toni altisonanti, ricostruzioni fantasiose e l’eterna ricerca di un bersaglio da colpire, invece che di soluzioni concrete da proporre.
È opportuno ribadirlo con chiarezza: Eugenio Fusignani, vicesindaco con delega alla sicurezza, in questi anni ha svolto – e continua a svolgere – un lavoro serio, costante e riconosciuto, nonostante le poche competenze in capo al Comune: i cittadini sanno ben distinguere la differenza tra fare e blaterare, da chi la sicurezza la pratica sul campo, non da chi la evoca soltanto nei comunicati stampa. Il coordinamento continuo con le Forze dell’Ordine, la partecipazione ai tavoli operativi, gli interventi mirati sul territorio e le politiche integrate di prevenzione sono fatti, non slogan.
Altro che immobilismo: chi vive la sicurezza operativa conosce bene dedizione, presenza e competenza di Fusignani. Ed è a loro che guardiamo, non a chi preferisce la caricatura alla realtà.
Ed è proprio qui che si misura la distanza tra chi lavora e chi parla: tra chi ogni giorno, con discrezione e responsabilità, affronta problemi complessi e chi invece cerca la ribalta mediatica inseguendo visibilità, spesso costruita proprio sfruttando il nome del vicesindaco. Un comportamento politicamente povero, istituzionalmente scorretto e, diciamolo, perfino prevedibile: quando mancano proposte e competenze, resta solo la confusione strumentale.
È poi singolare che Cacciatore attacchi il vicesindaco proprio sull’uso della parola “percezione”, quando Fusignani riprende un concetto espresso chiaramente anche dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Distinguere la percezione dal dato non significa negare né minimizzare: significa semplicemente evitare che singoli episodi – che purtroppo accadono e continueranno ad accadere in tutto il Paese, deformino la lettura dell’insieme. Fusignani lo ha spiegato più volte, con chiarezza.
Che poi vi siano due categorie che continuano a non comprenderlo – chi finge di non capirlo per convenienza politica e chi davvero non lo comprende – è un fatto che ciascuno può valutare. A Cacciatore la libertà di scegliere in quale categoria preferisca collocarsi.
È invece grave e irresponsabile alimentare una narrazione allarmistica che non danneggia l’amministrazione, ma Ravenna: la sua immagine, il suo tessuto economico e commerciale, il turismo e il lavoro quotidiano di imprese e operatori. Usare la paura come arma politica significa indebolire la città, non aiutarla.
Arrivare a definire Ravenna una città “pericolosa” non è un attacco a un vicesindaco: è una dichiarazione, neppure troppo velata, del fallimento delle politiche del Governo in materia di sicurezza, che ricordiamo essere competenza primaria dello Stato.
Quanto alle richieste di dimissioni, esse sono ridicole , e respingiamo con fermezza ogni tentativo di alimentare allarmismi utili solo a fare rumore. Ci interessa invece, mantenere una linea efficace sulla sicurezza espressione del programma di mandato del Sindaco Alessandro Barattoni.”























































