“Quando viene a mancare un ponte tra le generazioni è tutta la comunità che ne piange la perdita e l’insostituibile ruolo. Tutti la conoscevano ed un motivo doveva pur esserci. Oggi siamo costretti a piangere la perdita di Elena Pagani, dell’amica e della collega che ha accompagnato fin dalla sua fondazione l’Associazione Dis-Ordine di Ravenna, da lei voluta e pensata proprio per non disperdere le energie di insegnanti e studenti anche quando finiscono nella categoria degli ex. E questo sempre e solo nel nome del Mosaico, per salvarne la sorte e per mantenere in vita la sua manualità colta che non sempre la città di Ravenna ha saputo difendere e tutelare. Uscita dall’Istituto d’arte e avvalendosi dell’insegnamento dei grandi maestri del Mosaico ravennate, è diventata essa stessa professoressa di Mosaico presso l’Istituto d’Arte e poi presso il Liceo Artistico Nervi-Severini, sempre artefice non solo di manufatti musivi ma di un altro miracolo che solo i grandi insegnanti sanno realizzare: il rapporto coinvolgente e creativo con i giovani. Elena Pagani ha avuto la sperimentazione dentro di sé, nei suoi progetti concreti, nelle sue mani di mosaicista e nelle sue capacità relazionali che è ben altra cosa rispetto alle sedicenti sperimentazione istituzionali che sono state capaci di non rinnovare la classe di concorso proprio per l’insegnamento del Mosaico, vero dramma per lei e per tutto il settore del Mosaico ravennate e che dobbiamo ricordare come l’ultima grande battaglia di Elena che aspetta tuttora una risposta risolutiva. Attiva nella realizzazione del mosaico contemporaneo e nel restauro di quello antico, ha lasciato il proprio segno di qualità e di umanità in tutte le iniziative varate dal Liceo Artistico e dell’Associazione Dis-Ordine. Ne possiamo ricordare solo una piccola parte per le quali era ideatrice e artefice: il mosaico per la tomba di Andy Warhol di Pittsburgh, il ritratto del grande Totò tratto da una fotografia di Ugo Mulas, l’idea del Labirinto di fronte al Carcere di Ravenna che con i suoi 169 triangoli musivi ha unito i mosaicisti di tutto il mondo, il monumento per le donne vittime di femminicidio in Piazza Ragazzini, l’ Ultimo Arlecchino tratto da un dipinto di Gino Severini. E poi ancora: il primo mosaico di Via Portone per il Circolo La Gardela che di fatto ha dato vita al progetto di un museo a cielo aperto realizzato proprio in quel luogo così carico di memorie artistiche e che vanta proprio nei pressi del portico un altro suo significativo mosaico, l’ultimo in termini di tempo. Senza dimenticare il progetto di Street Art realizzato sempre con i suoi studenti che mise in bicicletta Dante e Olindo Guerrini, Galla Placidia e Teodorico e tanti altri personaggi diventati icone pop in relazione con Ravenna. Difficile ridurre una vita in poche righe e nel caso di Elena Pagani impossibile. Restano le sue idee e le sue opere, ma resta a noi che la piangiamo la sua insostituibile vitalità e la sua capacità di saper parlare con tutti, giovani e anziani, uomini e donne, vicini e lontani, e soprattutto quel suo sorriso che consolava, sempre portatore di nuovi progetti. Più di ogni altra parola valgono quelle di due sue allieve che hanno illuminato questo momento di tristezza: «Elena era un’amica, prima ancora di essere un’insegnante, una persona speciale che sapeva trasmettere la conoscenza attraverso la passione. Non percepiva fatica anzi abbracciava la vita con una gioia inscalfìbile. Le esperienze e i ricordi insieme hanno creato un mosaico che non perderà mai la sua luce».”