“Ancora una volta, siamo di fronte all’ennesimo annuncio di ritardo per il nuovo Palazzetto dello Sport, una storia che si è trasformata in una vera e propria farsa. Non si tratta più di un semplice contrattempo, ma di una gestione fallimentare, di un’opera che è diventata il simbolo dell’inefficienza e dell’opacità di questa amministrazione”.
Veronica Verlicchi, capogruppo di La Pigna, torna ad attaccare la giunta ravennate dopo gli ultimi problemi al palasport in costruzione.
“La Pigna ha alzato la voce per prima, e lo ha fatto in modo chiaro e inequivocabile. Quando ancora c’era chi preferiva tacere, noi abbiamo presentato esposti alla Procura della Repubblica, mettendo nero su bianco passaggi poco chiari e vere e proprie irregolarità che abbiamo riscontrato nell’iter autorizzativo”.
La Pigna chiese al Comune di Ravenna di recedere dal contratto sottoscritto con la società costruttrice e riassegnare il cantiere tramite nuovo bando, ma per l’amministrazione bizantina l’opzione non era percorribile: “Abbiamo ricevuto sbeffeggi dall’allora Sindaco Michele de Pascale e mancanza di sostegno dal resto dell’opposizione.
Non abbiamo solo protestato, abbiamo agito, chiedendo che la Magistratura facesse luce su un’operazione che fin dall’inizio è apparsa viziata da una gestione superficiale e, forse, ben più grave”.
“Due anni fa, di fronte ai crescenti sospetti e ai costi che lievitavano in modo incontrollato, abbiamo proposto una commissione d’indagine. L’obiettivo era trasparente: analizzare ogni aspetto di questo progetto, dalle decisioni iniziali agli appalti. La nostra richiesta, però, è stata bloccata sul nascere. Alcuni esponenti del centrodestra, paradossalmente gli stessi che oggi chiedono chiarezza, si sono rifiutati di sottoscriverla, impedendo che venisse portata in Consiglio comunale. Hanno scelto di proteggere, anziché di fare chiarezza”.
Oggi l’ennesimo ritardo: “Il velo di omertà calato su questa vicenda si squarcia. La storia del Palazzetto è una storia di sprechi, di opacità e di una verità che è stata volutamente taciuta. I cittadini hanno il diritto di sapere chi, e perché, ha impedito una piena indagine. Chi ha paura della verità? Chi ha scelto di nascondere, anziché di mostrare? Pretendiamo risposte chiare e assunzioni di responsabilità da parte del Sindaco e dell’amministrazione comunale che anziché farr chiarezza continuano a ridere in faccia alle nostre legittime richieste”.