Si è tenuto lunedì pomeriggio a Ravenna, alla Camera di Commercio di Ferrara-Ravenna, il convegno di Fisascat CISL “Turismo Romagna in evoluzione”. L’evento si è svolto a conclusione della Staffetta della Legalità, giunta ormai alla settima edizione, che si pone come obiettivo di riflettere sul tema dello sviluppo turistico in Romagna.

Il convegno è stato aperto dai saluti istituzionali del vice Sindaco del comune di Ravenna Eugenio Fusignani e dall’introduzione per Fisascat CISL Romagna di Gianluca Bagnolini. Ha visto la partecipazione di Davide Guarini per Fisascat Cisl nazionale, Roberta Frisoni Assessore regionale al turismo, commercio e sport, Deborah Casoli Docente di economia Università di Bologna, Luca Massaccesi responsabile politiche del lavoro Confcommercio Ravenna, Patrizia Rinaldis Presidente Federalberghi Rimini, Fabrizio Albertini presidente di Assohotel, Francesco Marinelli Segretario Generale Cisl Romagna, l’intervento della Fondazione Falcone con Simona Palo e le conclusioni del Segretario generale Fisascat CISL Romagna Luigi D’Alessandro.

Il dibattito in questa edizione è stato focalizzato sui cambiamenti che riguardano il settore ricettivo, in particolare l’analisi ha messo al centro il nuovo turista, totalmente differente da quello di appena qualche anno fa e che ha aperto a nuove opportunità che devono essere colte, ma anche alcune criticità.

È per questo che il dibattito ha affrontato il tema di come le imprese devono cambiare il loro modello di gestione per adattarlo alle esigenze di un mercato più ampio e complesso. Il tema delle politiche di marketing e pricing deve essere messo al centro della gestione di un’impresa performante così come la qualità nel ricercare le giuste abilità nei lavoratori che devono beneficiare di interventi formativi adeguati.

“Dall’analisi dei dati sui flussi turistici da gennaio ad agosto 2025 afferma Gianluca Bagnolini della CISL Romagna- si conferma ancora una volta come il turismo romagnolo sia ad un bivio e come diventi necessario percorrere la strada della valorizzazione delle risorse. Ad esempio gli accordi di rilancio del settore turistico sottoscritti a Forlì Cesena e Rimini e le azioni conseguenti vanno nella direzione giusta, con la consapevolezza che il settore turistico sia Patrimonio della collettività”.

“In particolare- continua Bagnolini- come evidenziato nel Testimone della Staffetta consegnato a tutte le amministrazioni locali, è necessario approvare politiche di allungamento della stagione turistica, creando un brand che rafforzi l’immagine del turismo romagnolo ed offra opportunità turistiche su scala annuale, creando sinergia tra il patrimonio naturale, sportivo, del benessere, artistico, enogastronomico, culturale e congressuale, in modo da attrarre turisti da gennaio a dicembre”.

“Vanno inoltre incentivate le imprese del settore che investano sulla responsabilità sociale, sulle lavoratrici e i lavoratori, agendo sia sulle levi fiscali sia dando stimolo alle banche per l’accesso al credito”.

“È diventata oramai necessaria una riqualificazione delle imprese ricettive, intervenendo anche con la partecipazione pubblica per risolvere il problema degli alloggi per i lavoratori stagionali”.

“Non possiamo poi dimenticare il ruolo fondamentale del contrasto all’illegalità nel settore turistico, potenziando gli organi ispettivi e promuovendo una forte sensibilizzazione tra gli imprenditori e lavoratori sul rispetto delle regole, creando appositi incentivi per le aziende che seguiranno percorsi di certificazione della responsabilità sociale d’impresa”.

“Importante sarà promuovere una forte azione formativa per aumentare le abilità dei lavoratori e degli imprenditori, sostenuta in primis dai fondi interprofessionali e dalla bilateralità. Chiediamo di continuare il percorso avviato con gli accordi di rilancio del settore sottoscritti da tutte le Organizzazioni datoriali e dalle organizzazioni sindacali”.

Infine- conclude Bagnolini- per accompagnare il settore verso una positiva evoluzione dal dibattito è emersa la necessità che il Governo predisponga un ammortizzatore sociale adeguato e dedicato per supportare i percorsi di destagionalizzazione”.

“La Romagna – afferma Francesco Marinelli segretario generale CISL Romagna – ha bisogno oggi più che mai di un vero piano strategico infrastrutturale capace di sostenere il turismo e, più in generale, la competitività del territorio. Le imprese, i cittadini e i visitatori chiedono collegamenti più rapidi, servizi moderni e una mobilità integrata che renda il nostro territorio facilmente raggiungibile e attrattivo. Non è più rinviabile un forte investimento nella rete viaria, nel potenziamento e messa a sistema degli hub aeroportuali, e nel potenziamento delle linee ferroviarie anche attraverso un progetto di alta velocità verso la dorsale adriatica, superando frammentazioni e visioni di corto respiro. Solo un progetto condiviso, che unisca enti locali, categorie economiche e comunità, può dare alla Romagna un futuro solido. Le infrastrutture sono la condizione per rilanciare ulteriormente il turismo, sostenere l’economia e offrire opportunità ai giovani. Ora è il momento di agire con coraggio e programmazione.”

 

Dati TURISMO ROMAGNA 2025

I dati provvisori sui flussi turistici in Romagna per il periodo Gennaio-Agosto 2025 analizzati dall’Osservatorio CISL Romagna, rivelano una dinamica complessa e polarizzata, che solleva interrogativi sulla capacità del modello di offerta tradizionale di adattarsi alle nuove esigenze del mercato. Sebbene il territorio abbia accolto 5.988.868 turisti, segnando un aumento del +2,4% rispetto al 2024, i pernottamenti complessivi hanno subito una contrazione dello -0,2%, fermandosi a 25.841.166 presenze. Questo disallineamento tra l’aumento degli arrivi e la sostanziale stagnazione delle presenze è l’indicatore più forte di una significativa riduzione della permanenza media dei visitatori, in linea con l’analisi strutturale che denuncia una rigidità dell’offerta.

L’emergenza delle nuove geografie del turismo

Nonostante i Comuni della Riviera continuino a dominare per volume (5.145.561 turisti), con una crescita degli arrivi del +2,3%, le loro 23.792.541 presenze hanno registrato una flessione pari a -0,4%. Questo dato evidenzia la vulnerabilità del turismo balneare di massa.

Il fattore straniero sostiene il bilancio complessivo

L’analisi per provenienza evidenzia che l’aumento complessivo della domanda è interamente sostenuto dal mercato internazionale. Gli arrivi esteri sono cresciuti vigorosamente del +4,6%, raggiungendo quota 1.376.480 turisti, e sono stati decisivi per contenere il calo delle presenze, con un incremento del +3,3% nei pernottamenti stranieri. Al contrario, il mercato domestico ha mostrato un segnale di rallentamento, con gli arrivi italiani in aumento di un modesto +1,8% e le presenze italiane in calo dell’-1,4% su base regionale.

La contrazione della riviera e la ribalta dell’entroterra

I Comuni della Riviera (Costiera) rimangono la destinazione dominante per volume, con 5.145.561 turisti (+2,3%), ma le loro 23.792.541 presenze hanno subito una flessione dello -0,4%. Il dato rivela la vulnerabilità del modello balneare tradizionale: sebbene la domanda straniera abbia contribuito con un +2,9% di presenze, la domanda domestica ha registrato una diminuzione delle notti trascorse pari al -1,5%, indicando che sono soprattutto gli italiani a ridurre la durata del soggiorno o a optare per altre mete.

Parallelamente, le destinazioni legate al turismo esperienziale e slow hanno registrato le crescite più notevoli. Le Località Collinari si posizionano come il settore più dinamico, con un incremento del +10,0% negli arrivi e un aumento straordinario del +19,2% nei pernottamenti, raggiungendo 160.636 presenze. Questa performance, che riflette la forte attrattiva del turismo enogastronomico e paesaggistico, è bilanciata sia dagli italiani (+18,4% presenze) che dagli stranieri (+20,8% presenze). Anche i Comuni Appennino consolidano la crescita con 27.840 turisti (+11,5%) e 79.834 pernottamenti (+9,8%).

La crisi strutturale del settore termale

Il settore Località Termali ha registrato una marcata contrazione, che ridimensiona le speranze di ripresa: gli arrivi sono diminuiti del -6,7% (104.913 turisti) e i pernottamenti hanno subito una flessione del -6,8%. La crisi è totalmente imputabile al mercato italiano, le cui presenze sono diminuite del -10,0%, un calo non compensato dalla pur significativa crescita del +11,8% delle presenze straniere. Questa dinamica pone in discussione la capacità del modello termale tradizionale di rinnovare la propria offerta e fidelizzare il mercato domestico.

I Grandi Comuni, beneficiando di una domanda prevalentemente legata a eventi e turismo urbano/culturale, hanno registrato 551.286 turisti (+4,7%) e un aumento delle presenze del +1,9%, grazie in particolare all’interesse estero che cresce del +6,9% negli arrivi.

Le tre velocità provinciali e i contrasti ricettivi

Provincia di Ravenna: il modello in espansione

La Provincia di Ravenna è l’unica a presentare una crescita robusta e omogenea, con 1.416.134 turisti (+7,8%) e 6.072.410 pernottamenti (+5,1%). Tale successo è guidato da Cervia (Costiera), che con un aumento dell’+11,0% negli arrivi e 3.161.653 pernottamenti (+4,7%), è il motore di crescita della Riviera. L’eccezionale performance delle Terme di Riolo Terme (+31,4% arrivi) e dell’entroterra di Brisighella (+27,5% pernottamenti) completa il quadro positivo.

Strutturalmente, a Ravenna la crescita è trainata dal settore Extra-Alberghiero, che con un aumento del +10,3% nei pernottamenti supera l’incremento del +2,1% registrato dall’Alberghiero, una tendenza che riflette la capacità del territorio di intercettare le nuove domande di flessibilità e servizi personalizzati.

Provincia di Forlì-Cesena: la crisi del modello tradizionale

La Provincia di Forlì-Cesena mostra i segnali più critici, con 969.001 turisti (-0,7%) e la flessione più marcata nei turisti, pari a -3,0%. Questa contrazione è imputabile al settore Alberghiero (-3,0% pernottamenti), mentre l’Extra-Alberghiero cresce in modo significativo (+5,9% presenze turistiche), fungendo da ammortizzatore.

Le tensioni locali sono evidenti: sia Cesenatico che Gatteo (Costiera) registrano cali importanti nei pernottamenti (rispettivamente -3,8% e -4,0%). Ancora più anomala e critica è la contrazione del turismo termale, con Bagno di Romagna e Castrocaro Terme e Terra del Sole che subiscono flessioni superiori al -12% nelle presenze, un dato in totale discordanza con  il boom termale del resto della Romagna. Ciò è correlato all’assenza di strutture ricettive qualificate (4-5 stelle) in grado di intercettare il turismo business e congressuale, che secondo l’analisi, “fugge verso province limitrofe meglio attrezzate”.

Provincia di Rimini: Leadership di Volume e Rischio di Obsolescenza

Nonostante la Provincia di Rimini mantenga il volume più alto (3.101.204 turisti), le sue 12.720.889 pernottamenti segnano un calo dell’-1,3%. Il calo delle presenze è diffuso tra le grandi destinazioni come Rimini (-1,3%) e Riccione (-0,8%), e particolarmente sentito a Cattolica (-2,1%) e Bellaria-Igea Marina (-2,9%). Un dato singolare è la performance di Misano Adriatico (Costiera), l’unica grande località balneare riminese a crescere nelle presenze (+1,8%).

Il settore Alberghiero (-1,6% presenze) è chiaramente influenzato dalla rigidità di un’offerta storica basata in gran parte sulle 3 stelle. Nonostante ciò, si evidenziano tentativi di riconversione: l’aumento del +40% di strutture a 5 stelle a Rimini tra il 2019 e il 2023 è un dato di estremo interesse che mira a intercettare la crescente domanda premium internazionale. Tuttavia, questa espansione di nicchia non è ancora sufficiente a compensare la contrazione della domanda nel segmento di massa. L’unico comparto in grado di sostenere le presenze è l’Extra-Alberghiero che, con 1.970.884 pernottamenti (+0,4%), mantiene il segno positivo.