A febbraio sarà un anno che Graziano Pozzetto ha lasciato le tavole romagnole e per questa ricorrenza, domenica 25 gennaio, gli amici hanno voluto ricordarlo con un’iniziativa dove in mattinata sono intervenuti per raccontare la loro esperienza di vita fatta con lui. Graziano è stato ricordato come un uomo appagato, allegro, ironico e generoso innamorato della Romagna contadina, della sua cultura, dei suoi cibi e dei suoi riti domestici: “Vogliamo ricordarlo come un uomo dal temperamento vivace e il linguaggio pittoresco, dall’appetito robusto con una casa fatta a sua immagine e somiglianza, con la dispensa che era la sua biblioteca dei sapori , e la biblioteca che era la sua dispensa del sapere. La sua passione, il suo impegno instacabile e la sua dedizione nel custodire e raccontare la tradizione gastronomica “delle Romagne” resteranno un’eredità preziosa per tutti. E’ stato un appassionato cultore della storia “delle Romagne”, non soltanto attraverso le indagini, gli studi enogastronomici, ma pure del costume di una società, di una civiltà ormai al tramonto. Ne vedeva il continuo dissolvimento e proprio per questo le ha dedicato una ricerca coltissima e irripetibile durata una intera vita. La certezza che quel mondo restasse il più autentico, ricco di saperi profondi del tutto unici, gli ha permesso di scriverne in modo instancabile”.
I tanti amici presenti hanno raccontato la loro esperienza accanto a Graziano. Partendo da Alfredo Antonaros, tra i tanti interventi ricordiamo, Giorgi Laura giornalista, Dino Silvestroni che ha parlato dell’inizio di Arci Gola a Ravenna, Lella Boschi sommelier e fotografa, Celli Domenico norcino di Perticara. Emanuele Mattarelli vignaiolo, gli amici di Villagrande, il nipote di Graziano e tanti altri. Gli amici che non hanno potuto essere presenti hanno mandato un ricordo scritto. Tra i tanti Carlo Petrini, Lora moglie di Tonino Guerra, Rita Giannini, Alberto Capatti, Laila Tentoni, igles Corelli,Piero Meldini, Renato Brancaleoni, Giovanni Lugaresi, Raffaella Bologna (cantina Braida). Un saluto anche da Silvio Barbero, Romano Dogliotti, Roagna, Molino Marino, Piero Rondolino (Aquarello). Ha chiuso l’incontro il figlio Alessandro che ha ringraziato tutti i presenti
“Igles Corelli ci dice che lo abbiamo ricordato nel miglior modo possibile, cioè una mangiata che è terminata verso le 16,30 dove il protagonista principale della giornata è stato il maiale. Questo era il suo mondo e abbiamo pensato di ricordarlo con tutti gli amici che gli sono stati sempre vicini con questa iniziativa. Giovanni Tamburini, noto salumiere bolognese con la passione della musica, ci ha accompagnato con alcune canzoni popolari”. Al termine della giornata il figlio di Pozzetto ha ringraziato Pierangelo Orselli per il pranzo servito e ha consegnato a ricordo di Graziano. un coppo dipinto dall’artista langarolo Alessandro Lupano, uomo libero, spirito anarchico e artista multiforme, grande amico di Graziano.

























































