“Ecco di nuovo a Ravenna la nave umanitaria Solidaire: 120 persone, tra uomini, donne e minorenni, salvate nel corso di tre diversi interventi portati a termine tra il 10 e l’11 febbraio. L’ultima volta era stato il 14 giugno dello scorso anno. Ravenna aveva da poco un nuovo Sindaco, Barattoni, del PD come il precedente, de Pascale. All’epoca De Pascale si autoelogiava sostenendo che sotto di lui Ravenna «È l’unico anello di una catena che funziona». Barattoni lo scorso 20 giugno, in occasione della “Giornata del Rifugiato”, aveva premiato tutte le ONG che avevano fatto scalo a Ravenna dicendo: «Sono orgoglioso di come la città, negli ultimi due anni, abbia reagito. Occorre rispondere ai primi bisogni senza dimenticarsi che le persone che scappano dalle terre di origine, in assenza di canali regolari, lo fanno mettendo a repentaglio la loro stessa vita. Ravenna continuerà a chiedere alle istituzioni nazionali e internazionali di rivedere tutto quello che non funziona, a partire dall’inefficiente meccanismo delle quote; nel frattempo continuerà anche a fare la propria parte, perché crede nell’inviolabilità della dignità di ogni persona e non si dimentica la propria storia, anche alla luce del fatto che Sant’Apollinare, patrono della città, era siriano».
Da allora la solidarietà anche solo come slogan (perché comunque abitava solo nelle parole e non nei fatti) è passata di moda nel centrosinistra di governo locale. A Ravenna Barattoni aveva già giurato che non sarebbero più state accolte nuove navi umanitarie: «per quanto ci riguarda, quella in arrivo sarà l’ultima nave che attraccherà a Ravenna» aveva tuonato in occasione del 24esimo sbarco lo scorso mese di agosto. E adesso, all’annuncio dell’arrivo della Solidaire, il Sindaco arriva a lamentarsi della mancata attuazione del blocco navale contro i migranti più volte promesso da Meloni: «Dopo oltre cinque mesi il Governo Meloni ha riassegnato al nostro porto l’attracco di una nave di migranti. Questa scelta, ancora una volta, ci dimostra la differenza che intercorre tra propaganda e realtà: da anni si millanta l’esecuzione di un blocco navale che non è mai realmente esistito. Anzi». Peggio di lui fa de Pascale, diventato nel frattempo Presidente della Regione, che addirittura sollecita l’apertura di un campo di concentramento per migranti (gli infami CPR) in Emilia-Romagna: «Se lo Stato chiedesse alla Regione di sedersi a un tavolo per collaborare, anche per capire come rendere più efficaci le espulsioni di soggetti socialmente pericolosi, io mi siederei. La mia risposta è “sono qui, lavoriamo insieme”. Aumentare la sicurezza delle nostre comunità deve essere un obiettivo di tutti». La prima risposta a queste sollecitazioni l’ha data la Polizia indagando 6 medici dell’ospedale di Ravenna sospettati di non aver rilasciato i certificati per consentire l’internamento in quei CPR che tanto piacciono a de Pascale di quei migranti riusciti ad arrivare in Italia con somma stizza di Barattoni.
Ravenna in Comune a differenza del centrosinistra che non si distingue dal centrodestra, non ha paura degli insulti di quei vigliacchi di razzisti che sparano il loro odio dalla tastiera. Non abbiamo mai cambiato idea. Negli ultimi 12 anni il Mediterraneo ha risucchiato quasi 34mila vite umane per quanto se ne sa. Non merita nessuna comprensione il Governo italiano nella sua propaganda grondante sangue compreso l’ultimo criminale disegno di legge appena annunciato. Ma non si salva nemmeno il centrosinistra che ha contribuito alla pari con il centrodestra nell’ultimo quarto di secolo a mettere in piedi il sistema dei campi di concentramento per migranti. Una condivisione di pensiero ribadita dalle ultime esternazioni di Barattoni e de Pascale da una parte e Salvini e Piantedosi dall’altra. Ne è venuto fuori un sistema profondamente razzista, intriso di neocolonialismo e di complicità tra trafficanti di uomini, sfruttatori vari, capitalismo spremitutto e militari in cerca di quelle prede costrette a viaggi di migliaia di chilometri ed anni di durata. Con il gran finale della beffa dell’assegnazione del porto più scomodo a disposizione per lo sbarco dei sopravvissuti. L’operazione di Polizia di queste ore ne è il naturale corollario.
Come Ravenna in Comune torniamo a chiedere che almeno l’arrivo a Ravenna non sia semplicemente un altro dei tanti anelli che legano i migranti alla catena della schiavitù imposta dal neoliberismo neocoloniale. Solidaire attraccherà alla sperduta banchina della Fabbrica Vecchia (al momento priva di qualunque altro utilizzo) mentre altre navi in passato sono state dirottate verso banchine commerciali o al terminal passeggeri. L’accoglienza medica e di polizia a volte si è svolta al Pala de André, altre volte al circolo Canottieri alla Standiana ed altre ancora sulla banchina di sbarco. Ravenna è un porto che nel 2026 pensa di gestire l’arrivo di 400mila croceristi. Eppure per i pochi migranti che arrivano a terra a Ravenna si improvvisa volta a volta. Ravenna in Comune chiede che venga designata una stabile banchina ed una stabile modalità di accoglienza proponendo a questo scopo la banchina della Fabbrica Vecchia.
Al contempo, avendo appreso dai giornali quanto accaduto al Santa Maria delle Croci, contestiamo la terroristica perquisizione del reparto delle Malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna che ha messo nel mirino il personale sanitario che avrebbe osato mettere in discussione l’internamento nei lager di Stato (CPR) di alcune persone con valutazioni cliniche di mancata idoneità alla permanenza in quei campi di concentramento. Ravenna in Comune esprime solidarietà ai 6 medici indagati e fa proprie le parole della CGIL di ferma contestazione delle «modalità con cui sono stati condotti gli accertamenti, assimilabili a quelle adottate per reati violenti o contro la persona, ancor più sconcertanti poiché avvenute in un luogo di cura e assistenza: l’acquisizione di documenti e supporti informatici è avvenuta con un’irruzione all’alba in un reparto di degenza, contesto complesso dove le lavoratrici e i lavoratori del Servizio Sanitario Nazionale operano nell’esclusivo interesse della salute delle persone assistite, accertamenti che sarebbero potuti avvenire in modalità diverse seppur con tutte le garanzie del caso. Appaiono altrettanto gravi e inaccettabili le dichiarazioni del ministro Salvini, rilasciate sulla stampa locale, che ad indagine appena avviata ritiene suo diritto trarre delle conclusioni, e invocare “licenziamento, radiazione e arresto” nel merito di una vicenda appena entrata al vaglio degli inquirenti».
Nel dare il benvenuto a Ravenna ai migranti della Solidaire, invitiamo le cittadine e i cittadini di Ravenna ad aderire al “Flash mob di solidarietà”, organizzato per lunedì 16 febbraio alle ore 13 presso le scale di ingresso di via Missiroli dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna. Ravenna in Comune respinge la criminalizzazione delle migrazioni: nessun CPR né a Ravenna né in Emilia-Romagna! Riportiamo nel nostro sito in forma integrale il testo del comunicato con cui è stato indetto il flash mob da sanitari, studenti delle professioni sanitarie e cittadini.”




























































