“Un sistema inefficace, costoso e imposto senza ascoltare i cittadini. Questo è il verdetto unanime del centro-destra ravennate sulla gestione della raccolta differenziata e indifferenziata e sull’introduzione della Tariffa Corrispettiva Puntuale (TCP), che ha sostituito la TARI dal gennaio 2025. Un tema che ha infiammato il dibattito nell’incontro pubblico organizzato ieri dalla coalizione guidata dal candidato sindaco di Ravenna Nicola Grandi presso la Sala Ragazzini di Largo Firenze, dove i consiglieri comunali Renato Esposito (Fratelli d’Italia), Alberto Ancarani (Forza Italia) e Filippo Donati (Viva Ravenna) hanno smontato, pezzo per pezzo, le scelte dell’amministrazione di sinistra. All’incontro, accanto al candidato a primo cittadino, era presente Eleonora Zanolli, la candidata al ruolo di vicesindaca; Grandi e Zanolli hanno preso la parola per ringraziare tutti coloro che li stanno supportando, affermando di ricevere giorno dopo giorno più calore e sostegno di quanto mai avessero potuto immaginare.

Esposito (FdI): “Bidoncini in fila davanti alle case? Uno spettacolo indecoroso e insostenibile”

“La raccolta differenziata è sacrosanta, ma il metodo adottato a Ravenna è un disastro”, ha attaccato Renato Esposito, capogruppo di Fratelli d’Italia. “L’introduzione del porta a porta con i bidoncini ha peggiorato il decoro urbano e incentivato l’abbandono selvaggio dei rifiuti. Oltre a creare disagi estetici e logistici, questa modalità ha favorito la proliferazione di ratti e animali selvatici, con gravi rischi igienico-sanitari per i cittadini.”

Esposito ha poi sottolineato come il nuovo sistema tariffario rappresenti un’ulteriore beffa: “Dal 1° gennaio 2025, con la TCP, ogni famiglia avrà un numero massimo di conferimenti di rifiuti indifferenziati. Superato quel limite, scatteranno i rincari in bolletta. Per due persone, ad esempio, sono previsti solo 40 bidoncini da 30 litri all’anno: meno di uno a settimana. E se si sfora? Pagheremo salato, senza possibilità di replica.”

L’esponente di Fratelli d’Italia ha anche messo in evidenza un ulteriore problema: “Chi si assume la responsabilità per i danni causati dai bidoncini lasciati in strada? Nessuno è ancora in grado di rispondere con chiarezza. E i cittadini, intanto, si ritrovano con un sistema imposto dall’alto che non risolve i problemi, ma li aggrava.”

Ancarani (FI): “La TCP rappresenta il contrario di ciò per cui è nata, tutti pagheremo per tutti”

Alberto Ancarani, capogruppo di Forza Italia, ha denunciato l’ingiustizia del nuovo meccanismo: “La differenziata è diventata un secondo lavoro per i cittadini, ma i benefici economici non si vedono. Anzi, con la TCP si pagherà di più. La nuova tariffazione aggiunge una componente variabile che dipende dai conferimenti, ma il vero colpo basso è un altro: nel 2025, l’assessore Baroncini ha dichiarato che gli sforamenti non saranno addebitati solo ai singoli responsabili, ma spalmati su tutta la popolazione. Risultato? Anche chi segue le regole pagherà per chi non lo fa.”

Ancarani ha poi puntato il dito contro l’opacità della gestione: “I dettagli sulla TCP sono stati rilasciati a gocce, quasi fosse un segreto di Stato. Il Comune parla di equità e sostenibilità, ma anziché consentire ai cittadini di pagare meno se differenziano di più, li punisce se non lo fanno, evidenziando che tra Tari e TCP non cambia nulla.”

“Ma la beffa più grande è che non c’è alcun incentivo per chi si impegna davvero nella raccolta differenziata”, ha aggiunto Ancarani. “Anche il cittadino più virtuoso si troverà a dover pagare per chi non rispetta le regole. La tariffa puntuale, anziché premiare i comportamenti responsabili, finisce per punirli.”

Donati (Viva Ravenna): “Le imprese sono state ignorate, ma i rincari arriveranno anche per loro”

A preoccupare è anche l’impatto economico sulle attività produttive. Filippo Donati, consigliere di Viva Ravenna, ha lanciato l’allarme: “Le aziende non sanno ancora quali costi dovranno sostenere con la TCP, e questa incertezza è inaccettabile. In altre città, come Ferrara o Forlì, esistono osservatori sui rifiuti per studiare i conferimenti e calibrare le tariffe. A Ravenna, invece, si decide senza consultare né le associazioni datoriali né i consumatori.”

“Tra poche settimane partirà la stagione turistica – ha aggiunto Donati -, eppure stabilimenti, alberghi e ristoranti non hanno ancora un regolamento chiaro sulla gestione dei rifiuti. È l’ennesima dimostrazione della distanza siderale tra questa amministrazione e il mondo reale.”

“Siamo di fronte all’ennesima scelta imposta senza confronto – ha proseguito il consigliere di Viva Ravenna -. Le associazioni di categoria sono all’oscuro delle tariffe definitive, i cittadini non sanno cosa aspettarsi e le imprese non possono programmare nulla. Così non si governa una città.”

Un cambio di rotta necessario

L’incontro ha ribadito con forza la volontà della coalizione di centro-destra di ripensare il sistema di raccolta rifiuti, partendo dalla concertazione delle idee con cittadini e imprese e da un sistema improntato sulla trasparenza.

In relazione alle proposte concrete, Esposito, Ancarani e Donati hanno concordato sulla volontà della coalizione di modificare la Tariffa Puntuale Corrispettiva, trasformandola dalle basi per renderla da punitiva a incentivante (“Se un cittadino produce un numero di bidoni dell’indifferenziata minore di un numero prestabilito, l’anno successivo potrà vedrà la sua tariffa calare”) e di potenziare il sistema dei cassonetto dotati di chiusura con tessere magnetiche, estendendoli dalle poche zone del centro storico in cui sono presenti alle altre aree ed eliminando il porta a porta con i bidoncini.
Hanno inoltre proposto la creazione in centro di un locale per portare la carta e il cartone da parte degli esercenti, evitando “l’indecorosa giornata del cartone” nelle strade del centro, oltre a prospettare l’estensione, con orario continuato lungo e quotidiano, dell’apertura di tutte le aree ecologiche.”