“Serve una revisione strutturale del sistema di raccolta dei rifiuti”. A sostenerlo sono Gianfranco Spadoni, consigliere comunale di Lista per Ravenna – Lega – Popolo della Famiglia, e Elena Marin, consigliera Area territoriale del mare per la Lega, dopo aver ricevuto segnalazioni da utenti e dopo i risultati di un’indagine sul gradimento del sistema di raccolta porta a porta resi noti dalle Associazioni dei consumatori Adiconsum Romagna, Codici e Adoc a fine 2025.

“L’indagine – commentano – ha messo a nudo i principali disservizi avvertiti dagli utenti attraverso una scala di valutazione che appare inequivocabile. Entrando nello specifico, emerge un giudizio complessivo su Hera che raggiunge con difficoltà la sufficienza, con il 37% di soggetti soddisfatti, il 30% che dà un voto insufficiente e il restante 33% che esprime a stento la sufficienza. La maggiore criticità evidenziata riguarderebbe la pulizia discontinua e poco capillare. Persistono poi gli abbandoni indiscriminati di rifiuti in particolare in alcune aree della città e del litorale. Molto scarsa anche la valutazione sulla pulizia e lo svuotamento dei cestini con cadenze inadeguate. Ci sono poi la mancanza di puntualità nei ritiri e chiare critiche ai centri di raccolta che avrebbero orari troppo limitati e necessità di migliorare la gestione complessiva. Risultati – aggiungono Spadoni e Marin – che confermano la necessità di uscire dalla logica del sistema di raccolta come strumento di prevenzione, in grado di ridurre la produzione di rifiuti. C’è da notare infatti quanto il sistema di raccolta unito alla tariffa puntuale depotenzi la performance ambientale, oltre a creare degrado e sporcizia. La logica della convenienza economica della raccolta porta a porta produce forse più danni che vantaggi”.

Da queste riflessioni, la richiesta di Spadoni e Marin all’amministrazione comunale di convocare una nuova commissione per “esprimere una valutazione complessiva sul sistema dopo aver approfondito i dati emersi dall’indagine. Sul tavolo ci sono proposte alternative, – concludono – c’è da migliorare la raccolta differenziata sul territorio magari utilizzando i ‘cassonetti intelligenti’, sono da individuare, tra l’altro, sistemi di premialità per gli utenti virtuosi e da predisporre guide informative più chiare”.