Proseguono le incertezze sul nuovo casello autostradale Solarolo–Castel Bolognese, infrastruttura strategica per il territorio faentino e per l’intera area provinciale. La deputata PD Ouidad Bakkali ha presentato un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per chiedere chiarimenti sui ritardi accumulati e sulla reale situazione dell’opera, prevista nel progetto di potenziamento della A14 con quarta corsia dinamica nel tratto Ponte Rizzoli–Ravenna.
Secondo gli annunci del 2022, i lavori sarebbero dovuti partire nel marzo 2023 e concludersi entro il 2026. Tuttavia, ad oggi, spiegano gli amministratori locali, non esistono informazioni ufficiali e aggiornate sullo stato dell’intervento, mentre crescono le preoccupazioni legate alla sospensione degli investimenti programmati da Autostrade per l’Italia.
Rispondendo all’interrogazione, il sottosegretario ai Trasporti ha ricordato che l’ampliamento alla quarta corsia è stato dichiarato di pubblica utilità il 3 marzo 2022 e che da allora sono state avviate attività preparatorie: espropri, risoluzione delle interferenze, monitoraggio ambientale e bonifica bellica, comprensive delle aree destinate al nuovo svincolo Solarolo–Castel Bolognese. È stato inoltre reso noto che il Reparto Bonifica Campi Minati del Genio Militare di Padova ha completato le operazioni di bonifica e collaudo e che i lavori propedeutici del “Lotto 0B” sono in fase di conclusione.
Il Governo ha precisato che non sono emerse criticità che possano ostacolare l’opera, ma restano da completare le procedure autorizzative e l’aggiornamento del quadro economico-finanziario del concessionario. La definizione del nuovo Piano Economico-Finanziario 2025-2029 sarà decisiva per sbloccare la prosecuzione dell’iter. Una volta avviati, i lavori avranno una durata stimata di 60 mesi.
A margine della risposta, l’onorevole Bakkali ha espresso insoddisfazione:
«Prendiamo atto delle informazioni fornite, ma non possiamo ritenerci soddisfatti. A distanza di anni dagli annunci iniziali siamo ancora in una fase di semplice interlocuzione con il concessionario, senza una data certa per l’avvio del cantiere. Per un territorio dinamico e produttivo come quello faentino, infrastrutture adeguate e tempi certi sono fondamentali. Lo stesso vale per i cittadini che ogni giorno percorrono quel tratto nevralgico per lavoro o studio».
Bakkali chiede dunque che il Governo renda pubblico un nuovo cronoprogramma aggiornato, chiaro e verificabile: «Il territorio merita trasparenza, certezze e un dialogo costante con il Ministero sullo stato di avanzamento del progetto».























































