“In merito al flash mob organizzato nel piazzale dell’ospedale Santa Maria delle Croci a sostegno dei medici indagati, riteniamo necessario richiamare tutti a un principio di responsabilità istituzionale e di rispetto delle regole.
In uno Stato di diritto, le indagini della magistratura devono poter proseguire senza pressioni, senza manifestazioni di piazza e senza tentativi, anche indiretti, di delegittimazione o, peggio, di influenza sull’operato della Procura. Le inchieste non si commentano né si contestano per strada: si rispettano, si attende l’esito e si lascia lavorare chi ha il compito di accertare i fatti.
Per questo risultano quantomeno inopportune le prese di posizione di esponenti di primo piano del Partito Democratico, a partire dal presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale e dal sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni, che si sono esposti pubblicamente in difesa degli indagati. Chi ricopre ruoli istituzionali dovrebbe rappresentare tutti i cittadini e mantenere equilibrio, non trasformare un’indagine in un terreno di scontro politico o, peggio, in un’occasione per lanciare messaggi contro la Procura.
Peraltro, proprio Michele De Pascale, nelle settimane scorse, in occasione della triste vicenda che ha coinvolto l’ex sindaco di Cervia Mattia Missiroli, aveva affermato che la Procura deve aprire indagini su chiunque, nel caso abbia conoscenza di una notizia di reato. Per coerenza, dovrebbe essere soddisfatto del fatto che la Procura della Repubblica di Ravenna abbia avviato un’indagine. Perché ora questo cambio di atteggiamento?
Il rischio concreto è quello di dare l’impressione che vi sia una parte politica pronta a schierarsi contro l’operato della magistratura ogni volta che un’inchiesta tocca ambiti ritenuti sensibili o vicini alla propria area. Un atteggiamento che mina la fiducia nelle istituzioni e che non rende un buon servizio né alla sanità né alla giustizia.
Colpisce, inoltre, la doppia morale che emerge dalle dichiarazioni e dagli atteggiamenti degli esponenti PD.In altri casi che hanno riguardato professionisti del settore sanitario, come vicende che hanno coinvolto medici veterinari negli anni passati, non si sono visti flash mob, manifestazioni di piazza o prese di posizione politiche dalla sinistra locale, così nette a sostegno degli indagati durante la fase delle indagini. Evidentemente, per qualcuno, esistono vicende di serie A e vicende di serie B, a seconda del contesto o della convenienza politica.
Noi non partecipiamo a processi mediatici e non esprimiamo giudizi anticipati sulle persone. Ma allo stesso modo non accettiamo che si tenti di influenzare o condizionare le indagini con manifestazioni organizzate ad hoc o con dichiarazioni istituzionali sbilanciate. La verità dovrà emergere nelle sedi opportune, senza pressioni e senza tifo da stadio.
Sarà la giustizia, quella vera, a stabilire se le accuse oggi contestate siano fondate o infondate. Se dovessero trovare conferma, ci troveremmo di fronte a un fatto di estrema gravità, che meriterebbe una riflessione seria e non slogan o cartelli.
Per questo suggeriamo a tutti, a partire dalle forze politiche e da chi ricopre incarichi istituzionali, un atteggiamento di prudenza, rispetto e responsabilità.”
Veronica Verlicchi
Capogruppo La Pigna – Città, Forese, Lidi


























































