L’illustrazione in consiglio comunale delle linee programmatiche del sindaco Alessandro Barattoni ha dato vita martedì pomeriggio ad un lungo confronto. Le forze di opposizione hanno rivolto diverse critiche nei confronti del programma del primo cittadino. Più o meno tutte hanno evidenziato un problema legato alla sicurezza, lo stesso problema identifiato da una manifestazione indetta dai gruppi WhatApp di vicinato la sera precedente.
Il giudizio di Alberto Ancarani, capogruppo di Forza Italia:
“Un dibattito surreale, benchè svolto con un livello sia dialettico che contenutistico più alto rispetto a consiliature precedenti, ma che la realtà si è incaricata di rendere plastico con una rapidità che potrebbe definirsi beffarda.
Mentre infatti le minoranze presenti in aula dicevano al Sindaco quanto fosse lunare che il tema della sicurezza venisse mischiato ad altri temi, e nascosto ben oltre la metà delle sue linee programmatiche, con un’attenzione maniacale a non usare mai parole che potessero assomigliare a “repressione dei fenomeni”, “rapporto fra sicurezza e immigrazione”, “aumento delle pattuglie della Polizia Locale”, un po’ come l’orchestrina del Titanic, la maggioranza continuava a parlare di insicurezza percepita, di strumentalizzazione dei fenomeni, di integrazione e di “bontà” il tutto mentre il transatlantico metaforico affondava nell’oceano Atlantico, così come la lama dei coltelli nelle carni di qualche tunisino che doveva regolare qualche conto.
Il tema, da parte di Forza Italia, che è pronta a chiedere anche allo Stato maggiori risorse, anche umane ovviamente, per la prevenzione e la repressione dei fenomeni, non è neppure quello di accusare il comune di poter fare di più, benché il comune potrebbe fare di più.
Il tema è iniziare a chiamare le cose col loro nome, a non negare l’evidenza, a non fischiettare fingendo che vada tutto bene, insomma a non fare l’orchestrina sul Titanic mentre il transatlantico affonda.
Perché questo, dopo le dichiarazioni del Sindaco ieri, e quelle del vicesindaco, ancora più allucinanti di qualche giorni fa, è il primo problema: la negazione della realtà è uno dei motivi più forti di disaffezione al voto. Forza Italia ieri ha provato a spiegarlo al Sindaco in aula. Non ci sembra lo abbia affatto capito”.
Per Lista per Ravenna è intervenuto Gianfranco Spadoni:
“Anche se il programma con cui ci siamo presentati alle elezioni naturalmente non è coincidente, anzi, in molti casi è addirittura opposto e antitetico rispetto a quello del Sindaco, molti temi sono comuni pur con i necessari distinguo.
Sono costretto a toccare alcuni temi “ a volo di uccello ” per esclusive ragioni di tempo e per comodità seguirò l’ordine contenuto nel programma del Sindaco, richiamando brevemente alcune questioni.
Tutela del territorio
Le alluvioni che hanno devastato il nostro territorio hanno lasciato pesanti strascichi economici e sociali nelle famiglie e nelle imprese. Senza richiamare in questo momento responsabilità e inadempienze che pure ci sono state e ampiamente dimostrate, Il Comune da parte sua deve svolgere una funzione di primo piano per i cittadini operando sul versante della prevenzione, del controllo del territorio e del contenimento del consumo del suolo con una particolare attenzione nel rilascio delle autorizzazioni a costruire in prossimità di corsi d’acqua per motivi di sicurezza idraulica o in zone potenzialmente soggette a rischio inondazione. A pieno titolo occorre che sia parte attiva in una cabina di regia composta dai vari enti cointeressati (Consorzio di Bonifica, Regione, ecc).
Ambiente, verdi e alberi
Ravenna ha un patrimonio immenso (pinete, zone di pregio naturalistico e ambientale, pialasse, ecc), tuttavia la cura e la manutenzione sono carenti o avvengono spesso con ritardi o con interventi in molti casi blandi e superficiali. Basti citare, ad esempio, Il parco marittimo già in grave stato di incuria. Servirebbero una manutenzione e una cura costante per evitare situazioni di degrado e di vera sofferenza ambientale che spesso si verificano. Anche le pinete soffocano in un intreccio disordinato e selvaggio di vegetazione secca, sottobosco completamente abbandonato, con l’aggravante che in caso di incendio mancano le vie di fuga. I rari casi di intervento realizzati sono tirati via e privi di controlli. Lo stesso impegno del Sindaco di piantumare nuovi alberi di per sé apprezzabile, ovviamente, ci porta a ricordare tuttavia come la ‘gestione del verde in generale’ richieda un cambio di passo. In questo senso sottolineo che le piante vanno poste a dimora ma poi curate.
Salute
Dalla fotografia contenuta nel testo vengono evidenziati temi su cui occorre intervenire: mi riferisco, ad esempio alla revisione del modello Cau, medicina del territorio, ospedale con particolare riferimento al Pronto soccorso, il difficile reclutamento e carenza dei medici e degli infermieri ed altri ancora. Ma purtroppo manca la consapevolezza dei limiti che la politica ha nei confronti della sanità. Il consiglio comunale deve poter intervenire e incidere sulle linee generali e può farlo solo se la Conferenza sanitaria è aperta ai contributi e fa sue le istanze di questo consesso elettivo. Non è pensabile di entrare nel merito dei singoli temi o delle criticità solo attraverso interrogazioni o con rarissimi dibattiti su richiesta specifica dei consiglieri. Il concetto per me è chiaro: la sanità è forte dove la politica è altrettanto forte e incide sull’operato del direttore aziendale pur nel rispetto dei singoli ruoli. E a Ravenna questo limite mi pare emerga chiaramente. E’ dunque una questione di metodo ma soprattutto di merito.
Rigenerazione urbana
Il testo proposto indica un orientamento preciso che cito “ scelta chiara di non consumare nuovo suolo ma riqualificare ciò che esiste” : difficile non convenire e altrettanto difficile compiere scelte diverse. I dati Ispra 2024, infatti, classificano Ravenna al 2° posto in Italia per maggiore consumo di suolo. Il Sindaco ora intende porre un doveroso fermo ma vista la situazione ormai è troppo tardi. Per analogia, poi, sarebbe oltremodo utile anche il blocco della forte espansione della grande rete distributiva…troppi centri commerciali!
** Tralascio per ragioni di tempo altri temi non certo secondari per soffermarmi sulla proposta di reintrodurre le Circoscrizioni**
Circoscrizioni e Consigli territoriali
Naturalmente il Sindaco lancia la proposta di reintrodurre le Circoscrizioni ben sapendo che solo il Parlamento ha questa competenza e il nostro non può rappresentare altro che un favorevole auspicio e niente di più. Ipotizzando un percorso parlamentare sicuramente in tempi lunghi, mi pare ragionevole intervenire nel frattempo sul regolamento dei Consigli territoriali per arricchire le loro funzioni e compiti nella gestione dei singoli territori. Un regolamento che possa consentire di incidere nelle proposte della Giunta e con reali poteri consultivi e di indirizzo, poiché sappiamo tutti come purtroppo il compito attualmente svolto sia davvero ridotto al lumicino non certamente per lo scarso impegno dei consiglieri eletti.
Comparti dell’economia
Turismo: si legge nel programma che, e cito: “ nei prossimi anni sarà fondamentale promuovere un nuovo modello di offerta turistica integrata ”: giusto come obiettivo ma che allo stesso tempo così com’è scritto, fa pensare al modello attuale non più in grado di reggere in termini di promozione competitività. Sarà necessario anche in questo caso un confronto aperto per introdurre i correttivi necessari, in un’ottica di innovazione e di sviluppo, nella consapevolezza che si tratta del comparo trasversale, fondamentale per il nostro territorio, partendo dai singoli lidi e dalle espressioni organizzate nel litorale e ovviamente dalla città d’arte.
Anche sull’agricoltura attività peculiare del nostro territorio. Manca un riferimento alla sinergia con gli uffici periferici della Regione (i servizi territoriali) che detengono le competenze primarie derivate dall’Europa. Il Comune non ha competenze o deleghe specifiche, anche se è certo apprezzabile un impegno verso il settore che tuttavia non può prescindere da una stretta collaborazione con l’amministrazione provinciale: in altro modo restano buoni propositi non supportati da azioni conseguenti.
Accessibilità e sicurezza
Il documento a mio parere non fa una fotografia obiettiva della situazione locale ma pare più interessato a minimizzare per lanciare un messaggio che poi le cose non vanno così male come qualcuno potrebbe affermare. Non mi interessano molto le polemiche di questi giorni, ma questo tema se è vero che va affrontato con serietà, occorre dimostrarlo anche concretamente. Credo sia difficile non affermare che le zone della stazione e dei giardini Speyer non sono una zona di disordini, schiamazzi, spaccio, liti, episodi di microcriminalità, degrado, frequentate da persone poco raccomandabili e in qualche misura pericolose! Di conseguenza, con questo stato di cose, risulta pressoché impossibile promuovere la fruizione e l’accessibilità. Molti giardini e parchi cittadini sono frequentati da famiglie, bambini, anziani, ma qui allo stato delle cose mi pare abbastanza impraticabile, ed è dimostrato. Un presidio della nostra Polizia urbana presente costantemente nella zona potrebbe in qualche modo ricomporre la situazione e almeno avere una funzione di prevenzione e di deterrenza, tenuto conto, oltretutto, che la zona in oggetto rappresenta il biglietto da visita per chi giunge a Ravenna.
Dunque, innegabile come ogni giorno si ripetano gravi reati: ultimi nel tempo un furto con minacce con un coltello in un supermercato e la spaccata vandalica per furto in un negozio. Dall’altro, giunge un forte invito ad una maggiore consapevolezza e ad un cambio di passo proveniente dalla ‘passeggiata silenziosa’. La città attende risposte concrete!”
























































