Quattro anni in biancoazzurro, due da calciatore per concludere la carriera e altrettanti da allenatore per iniziarne un’altra. E’ stata questa la parentesi, breve e felice al Faenza di William Barducci, che è prematuramente scomparso, a 69 anni nella sua San Mauro Pascoli.
Il Faenza Calcio con grande tristezza e dolore ricordando l’uomo sincero e genuino, il giocatore esperto e talentuoso, l’allenatore capace e attento, porge le sue sincere condoglianze alla famiglia.
Nato a Santarcangelo il 5 giugno 1956, cresciuto nelle giovanili della Sammaurese, Barducci, attaccante rapido e freddo in area di rigore, esordì con il Bellaria, fu chiamato ad appena 21 anni nel 1977, alla Fiorentina in serie A. In viola giocò solo 6 partite di Coppa Italia, realizzando però 3 reti: doppietta nel 2-2 in casa dell’Inter (poi vincitrice della manifestazione) e un gol nel 2-0 al Torino. Nell’estate 1978 fu ceduto in Serie C al Livorno. Da qui a Montecatini, Spezia e Lucchese, sempre in terza serie, dove visse le sue stagioni migliori con 54 presenze e 20 reti. Passò al Fano, dove vinse il campionato di C2, poi Pontedera, terminando tra i professionisti.
La sua carriera si concluse però a Faenza. Nelle due stagioni da calciatore Barducci totalizzò 47 presenze e 3 gol, conquistando l’ Interregionale, seppur con ripescaggio per meriti sportivi.
Chiamato dal d.s. Enzo De Giovanni a raccogliere l’eredità di Ezio Gamberi, al Faenza, William Barducci iniziò ad allenare dimostrando subito capacità tecniche e umane importanti, dall’89 al ’91. Il primo anno guidò contemporaneamente la Juniores e la Prima squadra, con cui ottenne nel biennio un settimo e un terzo posto, prima di cedere il testimone a Ivano Gavella perchè chiamato dal Gualdo, che condusse nel 1992 alla prima, storica promozione tra i professionisti, in serie C2. Esonerato ingiustamente nel campionato successivo, Barducci decise di lasciare il calcio, dedicandosi per dieci anni ad altra attività. Riprese poi nelle serie minori, prima di essere chiamato da Corrado Benedetti come vice a Grosseto, Perugia e Pistoia, per poi entrare nel settore giovanile della Sammauresedove ha trasmesso il suo amore per lo sport e per il calcio a intere generazioni di bambini e ragazzi, un vero punto di riferimento per tutti.


























































