È scoppiata nella mattinata di sabato la polemica attorno al nuovo medico di medicina generale che dovrebbe prendere servizio a San Bernardino di Lugo. I pazienti sono stati avvisati dall’Ausl Romagna del termine della convenzione della dottoressa Maurizia Seganti. Gli assistiti sono anche stati informati di essere stati assegnati al dottor Elton Isaj. Il nuovo medico dovrebbe iniziare l’incarico all’ambulatorio di via Stradone 47 a partire dal 29 agosto.

Tuttavia, ricercando il nome su internet, i residenti della frazione lughese si sono accorti che il dottor Elton Isaj, lo scorso 28 giugno, è stato condannato, con rito abbreviato, ad 8 anni di carcere, a Bologna, perché membro di un’associazione a delinquere dedicata allo spaccio di cocaina: “Riforniva la città, tra i clienti professionisti e consumatori insospettabili”. Durante le indagini, i carabinieri hanno monitorato il medico cedere grosse partite di droga nei pressi del policlinico Sant’Orsola.

Le motivazioni della condanna sono attese in autunno.

Nella frazione lughese sono quindi iniziate le proteste. Contattata, l’Ausl ha comunicato che sono in corso verifiche.

Nel frattempo la Democrazia Cristiana ha inviato una lettera all’Ordine dei Medici, chiedendo trasparenza sulle azioni intraprese.

Nella missiva, i due vice segretari Giovanni Morgese e Giorgio Cavazzoli sottolineano che il caso “solleva seri interrogativi sulla compatibilità deontologica e disciplinare con l’esercizio della professione medica” e richiedono un intervento immediato.

Le richieste principali:
“Verificare se sia stato avviato il procedimento disciplinare previsto dalla normativa.
Comunicare con quali tempistiche il procedimento sarà concluso. Garantire la tutela dei cittadini e ristabilire la fiducia nella categoria.

Riferimenti normativi
* Codice di Deontologia Medica (articoli 3 e 4): impone comportamenti conformi al decoro e alla dignità della professione, basati su lealtà, onestà e integrità morale.
* D.Lgs. C.P.S. n. 233/1946 e D.P.R. n. 221/1950: l’Ordine dei Medici ha il potere di avviare procedimenti disciplinari fino alla sospensione o radiazione dall’Albo in caso di condanne penali rilevanti”.

“La salute e la credibilità della professione medica non possono essere offuscate da comportamenti che il Codice deontologico considera incompatibili con l’esercizio della medicina. Ci aspettiamo un intervento chiaro e tempestivo da parte dell’Ordine”, dichiarano Morgese e Cavazzoli.