A quasi un mese dall’ultima piena, la Chiusa di Errano risulta ancora ostruita da tronchi, legname e detriti accumulati contro la struttura. Una situazione che riaccende lo scontro politico a Faenza, con la Lega che punta il dito contro l’Amministrazione comunale per quella che viene definita una grave mancanza di prevenzione.
A intervenire è Roberta Conti, capogruppo della Lega in Consiglio comunale, commentando lo stato della chiusa documentato da una fotografia scattata nella giornata di oggi, 23 gennaio 2026. Conti ringrazia Pietro Cimatti per la segnalazione e l’immagine, definendo quanto sta accadendo «non più un semplice ritardo, ma una vera e propria irresponsabilità politica».
«Sono passati 29 giorni – dichiara Conti – e la Chiusa di Errano si trova ancora in queste condizioni, senza che sia stato effettuato alcun intervento risolutivo. Dopo le alluvioni che hanno colpito Faenza e dopo un’alluvione scongiurata solo per fortuna la vigilia di Natale, questa situazione è inaccettabile».
Secondo la capogruppo leghista, non si tratta di un imprevisto, ma dell’ennesimo segnale di una gestione superficiale del territorio: «Le immagini parlano da sole. Tronchi e detriti lasciati lì per settimane rappresentano un rischio evidente. È la dimostrazione che questa Amministrazione non ha imparato nulla da ciò che è successo negli ultimi anni».
Conti ricorda come Faenza abbia già pagato un prezzo altissimo in termini di danni alle abitazioni, alle attività economiche e alle famiglie, sottolineando come la prevenzione dovrebbe essere una priorità assoluta. «La notte della vigilia di Natale è andata bene solo perché la piena non ha superato determinati livelli. Ma governare significa prevenire, non affidarsi alla fortuna».
A quasi un mese dagli eventi critici, la legna non è stata ancora rimossa e, secondo la Lega, non esistono più alibi. «Dopo le alluvioni e dopo un’emergenza evitata per caso – conclude Conti – qualcuno deve avere il coraggio di assumersi fino in fondo la responsabilità politica di ciò che sta accadendo. Perché la prossima volta potrebbe non bastare la fortuna».
























































