“Il 25 aprile, anniversario della Liberazione d’Italia, svariati pali della luce posti sullo stradello del Comune di Ravenna che costeggia, ad est di via Fiume Abbandonato e a sud del CMP, il centro Bosco Baronio, fino al bagno pubblico, erano stati totalmente imbrattati con scritte indegne contro tre principali esponenti di Fratelli d’Italia, nel nome aberrante dello slogan: “1945/2025 ORA E SEMPRE RESISTENZA”,

Giorgia Meloni, capo del governo italiano, è stata invitata a non “ingannare gli italiani” (giudicati “italioti”, se la votano) e a tornare “nella fogna”, benché nata 34 anni dopo la fine del fascismo; Benito La Russa, presidente del Senato, è stato diffamato quale “mafioso”, “fascista” e “pedofilo”; così pure Galeazzo Bignami, capogruppo dei deputati di FLI, oltretutto anche“stupratore di bambini”. Il 2 giugno, festa della Repubblica, quelle scritte erano ancora lì, come se nessuno, benché quel luogo sia largamente frequentato, se ne fosse accorto. Aver deturpato beni di uso pubblico, addirittura di proprietà del Comune di Ravenna, significava, dunque, aver violato per 39 giorni l’art. 639 del Codice penale, senza che nessuno dell’Amministrazione, avendo almeno compiti di vigilanza, fosse intervenuto per segnalare e/o per rimuovere tanta indecenza. La notte del 2 giugno ne diedi dunque informazione pubblica tramite la stampa. Perdurando il silenzio politico, anche di Fratelli d’Italia, mi sono allora risolto a presentare, due giorni dopo, un’interrogazione urgente al sindaco neo eletto, in modo che si pronunciasse sui fatti almeno in Consiglio comunale.

Ecco dunque che il 6 giugno quei pali sono stati ripuliti, come si vede nelle nuove foto che allego. Non appena si avrà la prima seduta ordinaria del nuovo Consiglio comunale, Barattoni potrà dire alla città se l’Amministrazione, avendo eventualmente compiuto, tramite la Polizia Locale, le indagini preliminari, abbia presentato apposita denuncia penale alla Procura della Repubblica. Se identificati e condannati, i responsabili del malfatto dovranno anche rimborsare al Comune di Ravenna le spese sostenute per la pulizia dei pali.”