Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna in consiglio comunale, chiede di non riposizionare l’autovelox di Mezzano, recentemente abbattuto da ignoti. Si tratta di un reato di danneggiamento aggravato di un bene pubblico. Tuttavia, per Ancisi, non avendo affrontato un regolare procedimento di omologazione, l’apparecchio è da ritenersi fuori legge. La Corte di Cassazione ha stabilito che le sanzioni degli autovelox approvati, ma non omologati, sono da ritenersi nulle, poiché i dispositivi non possono accertare il superamento dei limiti di velocità.
“Questo autovelox è in effetti una specie di gallina dalle uova d’oro, avendo prodotto, nel 2025, il maggior numero di multe, tra tutti gli autovelox del Comune di Ravenna, per un incasso stimato di 3,84 milioni.” ricorda Ancisi.
Il consigliere però critica il posizionamento dell’apparecchio e la relativa segnaletica: “Quasi tutti passano più volte davanti all’autovelox, oltretutto l’unico dei 12 autovelox ravennati attivo nei due sensi di marcia. Il problema sta soprattutto nell’estrema difficoltà di percepire quando scatta la riduzione del limite di velocità. L’ autovelox è infatti posizionato nella periferia sul del paese poco oltre Camerlona, in un punto dove non è facile cogliere il passaggio dai 70 chilometri orari ai 50 del centro abitato. Aggrava la mancata percezione il fatto che, molto spesso, a tutte le ore, le auto arrivano in lunga fila nel paese, insieme a numerosi mezzi pesanti tipici di una superstrada, marciando forzatamente, essendo sconsigliabili i sorpassi, tra i 60 e i 65. A destra si vedono solo dei campi e a sinistra una larga pista ciclabile, con le prime case situate solo sul retro. Venendo da nord, il primo cartello indicatore di “velocità controllata elettronicamente” è praticamente coperto dal fogliame di un albero. Dall’una e dall’altra parte non è presente alcun cartello a colori col limite dei 50, appena superato quello, molto meno evidente, dell’autovelox”.
Ancisi ricorda la sentenza della Cassazione: “ Già da mesi tutte le multe fatte dal Comune di Ravenna per cui viene presentato ricorso al Giudice di Pace sono annullate, con rimborso delle spese giudiziarie ai ricorrenti. Con l’ultima, decisiva, sentenza del 5 novembre 2025, la Suprema Corte ha inviato un chiaro messaggio simbolico a tutte le pubbliche amministrazioni: “Ora non potete più sostenere di ignorare la differenza tra approvazione e omologazione”. Non potendosi più presumere la buona fede, scatta il reato penale di falso ideologico anche solo per aver coniugato il verbo “omologare” nei verbali di accertamento. La Cassazione penale si è già espressa in questo senso”.
Per questi motivi, per Ancisi, l’autovelox di Mezzano non andrebbe ripristinato: “Come si è ben guardato dall’installare nuovi autovelox illegali perché mancanti di omologazione, il Comune di Ravenna dovrebbe rinunciare a ripristinare quello di Mezzano, quasi volendo dimostrare che è del tutto in regola. Potrebbe essere valutato come un raggiro (persuasione ingannevole che causa un errore nella vittima, portandola ad un atto di disposizione patrimoniale), punito dall’art. 640 del codice penale come truffa. L’aggravante di essere stato commesso da un pubblico ufficiale, imporrebbe alla magistratura di procedere d’ufficio, senza querela di parte.
Il Comune di Ravenna si accontenti dunque di tenere attivi gli 11 autovelox rimasti. Abbiamo detto più volte che dovrebbero essere disattivati fino a quando ne arrivi l’omologazione, cioè la legalità. Fare di peggio è sconsigliabile.”






















































