Quanti sono i lupi sul territorio lughese e della Bassa Romagna? Come si comportano? Come si devono comportare i cittadini? Mercoledì 14 gennaio alle 20.30 nel Salone estense della Rocca di Lugo ci sarà un incontro pubblico dedicato ai lupi.
Voluto dall’Amministrazione comunale, l’appuntamento è stato pensato per rispondere a dubbi e domande di tutti i cittadini incuriositi o – perché no – intimoriti da questo predatore.
«Ci eravamo presi l’impegno di organizzare un momento formativo dopo aver ricevuto segnalazioni di avvistamenti di lupi nelle nostre campagne da parte di cittadini – spiega la sindaca Elena Zannoni -. Siccome la presenza del lupo nella nostra pianura è una sostanziale novità (i primi avvistamenti risalgono al 2018) che non succedeva da quasi due secoli, riteniamo che possa essere utile costruire momenti di approfondimento, per re-imparare a convivere con questo predatore».
Dopo i saluti istituzionali degli assessori Fausto Bordini e Mauro Marchiani, interverrà Massimiliano Costa, biologo e attuale direttore del Parco regionale del delta del Po dell’Emilia Romagna, che illustrerà abitudini e comportamenti del lupo, con particolare attenzione alla sua presenza nei territori di pianura.
Il lupo è in espansione naturale su tutto il territorio italiano dalla fine degli anni Novanta: la specie è protetta dagli anni Ottanta, quando la popolazione era stata ridotta sull’orlo dell’estinzione da caccia e bracconaggio. Essendo un animale estremamente adattabile, i pochi nuclei rimasti sull’Appennino centro-meridionale hanno iniziato a ri-colonizzare tutta la penisola.
Oggi sono presenti su tutto il territorio collinare e negli ultimi anni gli esemplari in dispersione hanno iniziato a colonizzare alcune zone di pianura.
«Un lupo, dopo essere stato svezzato, resta con i propri genitori il tempo che serve per aiutarli nello svezzamento della cucciolata successiva – spiega Massimiliano Costa -. Terminato questo periodo, viene allontanato e inizia a vagare, in cerca di un nuovo territorio in cui fermarsi o un nuovo branco a cui unirsi. Questa dispersione solitamente avviene tra i mesi di dicembre e marzo, non a caso il periodo in cui solitamente si concentrano gli avvistamenti. Non è detto quindi che l’avvistamento di un lupo coincida con una sua presenza stabile: ad oggi famiglie stanziali nella nostra area sono documentate a Ostellato, Argenta e Classe (Ravenna). Molti esemplari transitano sul nostro territorio per poi stabilirsi nelle campagne a ridosso del Po, dove ci sono meno abitati».
«La cosa interessante è che il lupo, come tutti i carnivori, non è un animale infestante – sottolinea Costa -, ma ha la capacità di autoregolarsi in base alla disponibilità di cibo e di habitat idonei alla sua presenza. Gli esemplari per così dire “in eccesso” muoiono di fame o addirittura possono essere eliminati da altri lupi in competizione. Per questo non ci sarà mai una “invasione” di lupi, ma solo il ritorno di una presenza con cui è necessario saper convivere».
Il lupo teme l’uomo, una paura maturata in migliaia di anni di evoluzione: «Un lupo non tenterà mai di aggredire un corridore o un ciclista – spiega il direttore Costa -. Segnalazioni di questo genere, compreso l’avvicinamento di “presunti lupi”, sono sempre afferibili a cani cecoslovacchi lasciati liberi, molto facili da confondere col lupo. Paradossalmente, è molto più facile avvistare un lupo stando in auto o su un trattore, proprio perché il suo timore atavico è innescato dalla fisionomia del bipede, non dalla vista delle macchine; ed è proprio questa paura naturale del lupo nei nostri confronti che abbiamo il dovere di conservare per garantire una pacifica convivenza».
«Evitare la disponibilità di fonti di cibo è la prima regola fondamentale che tutti dovrebbero rispettare – conclude -. Se un lupo impara a nutrirsi nei pressi di un’abitazione, rischia di diventare confidente e, di conseguenza, potrebbe essere incentivato ad attaccare animali domestici. Un’altra regola importante è quella di ricordarsi di ricoverare gli animali, soprattutto per chi sta in campagna. Un cagnolino in un recinto all’aperto, così come un gatto vagante, sono prede estremamente facili per un lupo, e ovviamente questa circostanza va scongiurata. In pianura i lupi si nutrono principalmente di nutrie e, sulla costa, di daini: aiutano quindi il contenimento di specie aliene che sono estremamente infestanti e dannose per i nostri ecosistemi. Possono anche quindi essere dei preziosi alleati, ma è importante imparare a conviverci correttamente».



























































