Bandiera italiana strappata e lapide danneggiata al cippo in ricordo dei partigiani uccisi in via Marabina. L’amara sorpresa è stata scoperta oggi, quando alcuni attivisti dell’Anpi di Ponte Nuovo si sono recati alla lapide, sull’argine dei Fiumi Uniti, poco prima del ponte Bailey che collega Lido di Dante a Lido Adriano, per la regolare manutenzione.

Le fotografie dei tre partigiani (Guido Buscaroli, Antonio Gardenghi e Libero Martelli), che furono fucilati dai fascisti il 12 luglio 1944, sono state colpite e gravemente danneggiate. Il gesto vandalico è stato denunciato alle autorità competenti.

“La strage fascista ai danni di Guido Buscaroli, Antonio Gardenghi e Libero Martelli, si compì a Ravenna ma fu preparata altrove, a Conselice” ricorda l’Anpi di Ravenna.

“Guido Buscaroli, comunista, di mestiere faceva il pescivendolo e sfruttò il suo essere sempre in giro per organizzare e guidare il Gruppo di Azione Patriottica (GAP) di Conselice. Fu lui a trasportare, con il suo furgone puzzolente, la pedalina con cui fu poi prodotta la stampa clandestina. Libero Martelli, socialista, e Antonio Gardenghi erano membri del GAP. A Conselice, la mattina dell’11 luglio 1944, forze congiunte fasciste e naziste effettuarono numerosi arresti e anche i nostri tre gappisti furono presi, portati nella sede della milizia fascista e interrogati duramente per molte ore in merito ai loro rapporti con movimento partigiano. Alla fine di quel pomeriggio, da Conselice, furono portati a Ravenna. Il mattino successivo, il 12 luglio, i parenti degli arrestati andarono alle carceri giudiziarie di Ravenna dove pensavano fossero i loro famigliari, ma senza trovarli. Una guardia disse loro che probabilmente erano fuggiti durante l’allarme aereo della sera precedente, ma un’altra guardia disse, altrettanto falsamente, che erano stati consegnati ai tedeschi. I giorni successivi i parenti continuarono le ricerche fina a scoprire che i tre erano stati fucilati vicino alla foce dei Fiumi Uniti. Arrivati sul posto trovano la terra smossa dove erano stati approssimativamente sepolti Giuseppe, Guido e Libero. Scoprirono anche che i loro assassini li avevano derubati di denaro, anelli e documenti. Subito dopo la fine della guerra, la Corte d’assise straordinaria di Ravenna riuscì a individuare gli autori della strage e a condannarli. Tutti costoro avrebbero scontato solo parte degli anni di reclusione comminati, per riduzione o estinzione della pena in seguito ad amnistia”.

Alla denuncia dell’Anpi, si associano anche le parole dell’assessore alla legalità Giancarlo Schiano: “Condanno con forza il gesto vergognoso compiuto contro il cippo di via Marabina. Strappare la bandiera italiana e danneggiare le fotografie dei partigiani uccisi significa oltraggiare la nostra storia, la nostra libertà e il sacrificio di chi ha dato la vita per liberarci dalla dittatura. La memoria non si tocca. La memoria è un dovere”.

“Se la nostra bandiera può, oggi, avere posto, con dignità e onore, fra le bandiere degli altri paesi – conclude l’Anpi – è sopratutto grazie alla lotta, all’eroismo e al sacrificio di tanti e tante partigiane che come Guido Buscaroli, Antonio Gardenghi e Libero Martelli hanno fatto sì che l’Italia, dopo essere sprofondata nella vergogna del fascismo, potesse tornare nuovamente ad essere rispettata”.