“La conferma definitiva che il corso di laurea in Medicina e Chirurgia, avviato a Ravenna tre anni fa, è autorizzato ad accogliere 50 matricole in più per passare da 130 a 180 iscritti l’anno  (lo stesso dicasi per la sede di Forlì partita in abbinata) rende i Campus della Romagna tra le sedi universitarie italiane più attrezzate e competitive nel formare la professione medica, capace anche di interpretare con i giovani laureati quel dovere civico che nella sanità significa attenzione alle categorie più deboli e spirito di servizio per tutta la comunità” afferma Giannantonio Mingozzi, esponente del PRI. “Vanno ringraziati tutti quei partner e sostenitori dell’insediamento universitario ravennate che si appresta a superare, nell’insieme delle opzioni di studio e di laurea, i 4500 iscritti guadagnando così la fiducia dell’Alma Mater: Comune, Fondazione Flaminia, Camera di Commercio, associazioni di impresa, Provincia e Regione per gli immobili e la nuova sede di Medicina che si deve (con le nuove aule e i laboratori presso l’Ospedale) in particolare alla Cassa di Ravenna e relativa Fondazione per i cospicui investimenti sostenuti a beneficio dei 400 iscritti che via via si laureano e si impegnano nella sanità pubblica e privata”. “Come repubblicani, continua l’esponente dell’Edera, apprezziamo poi l’avvio dei lavori per il nuovo studentato universitario in viale Farini, nell’edificio davanti alla Stazione che fu sede della media Matteucci: quattro piani destinati a servizi, a mini alloggi ed a 54 stanze tra singole e doppie per 120 posti letto complessivi, lavori finanziati da Ravenna Holding ed altre risorse pubbliche”. “Essi rappresentano la conferma di impegni mantenuti unitamente ai vari interventi che interessano il completamento di Scienze Ambientali, la sede di Giurisprudenza e quella di Ingegneria, la biblioteca universitaria, Palazzo Corradini con i servizi agli studenti e l’aula magna, Conservazione dei Beni Culturali e le sedi amministrative di via Baccarini; una realtà, conclude Mingozzi, che cresce grazie alla sensibilità dei ravennati e rappresenta un patrimonio di studi e valori che ogni generazione sa costruire ed implementare guardando avanti”.