Con un documento in dodici punti pubblicato su Facebook, l’ing. Riccardo Merendi aveva proposto ai cittadini di Ravenna una raccolta informale di firme per chiedere agli aspiranti sindaco/consigliere nelle prossime elezioni comunali di inserire nei loro programmi elettorali la ricerca di risposte alle domande ritenuteinevase sul rigassificatore. “Se il numero di adesioni fosse stato consistente si sarebbero poi contattati i candidati” spiega Merendi “ma le cose sono andate meglio del previsto e, grazie al passaparola, (in ordine di data della firma del documento) Alvaro Ancisi, Veronica Verlicchi e Marisa Iannucci hanno già sottoscritto l’impegno.

“La vigilia del voto è l’occasione per riproporre una questione che non ha certo brillato per trasparenza: la stessa SNAM, con un’errata-corrige emessa dopo un anno dall’approvazione del progetto, ha corretto alcuni degli errori segnalati -dimostrando che erano tali e che l’approvazione era basata anche su presupposti errati- mentre la Struttura Commissariale e la Pubblica Amministrazione hanno sempre ignorato o negato qualsiasi richiesta di verifica”. Merendi ricorda così il dibattito che lo vide protagonista quando sottolineò gli errori presenti nel progetto.

“Persino dopo l’ammissione da parte della Regione Emilia Romagna, a seguito di una petizione popolare, della discordanza tra il nulla osta di un ministero e l’intesa Stato-Regione, nessuno si è mosso per verificare e quanto meno rettificare. Anzi, una richiesta di accesso agli atti sulla questione è rimasta senza risposta.
E non ha indotto chi di dovere a ulteriori e più approfondite analisi dei rischi nemmeno il recente ritrovamento di un documento tecnico presentato nel 2008 a un convegno internazionale sulla sicurezza che dimostra, numeri alla mano, come il rigassificatore di Livorno, a 22 chilometri dalla costa, sarebbe sicuro per la popolazione anche in caso di attacchi terroristici o collisione tra navi mentre, applicando le stesse formule, gli 8 chilometri di distanza dalla costa del rigassificatore di Ravenna (per non parlare di Piombino) non basterebbero a scongiurare possibili conseguenze devastanti”.

 

Il documento con le richieste di Merendi