Una lettera aperta per richiamare l’attenzione della città su uno dei luoghi più simbolici e meno valorizzati di Ravenna: il Parco della Pace. A firmarla è Rosetta Berardi Vice presidente AIMC (Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei), che si rivolge direttamente all’assessorato alla Pace e all’assessorato al Mosaico chiedendo interventi urgenti per tutelare e rilanciare l’area di via Marzabotto.

Berardi sottolinea come in questi giorni molti ravennati stiano mostrando interesse per il recente mosaico di Porta Adriana, ma osserva come analoga attenzione non sia mai stata riservata al Parco della Pace, uno spazio pubblico che custodisce nove opere monumentali in mosaico realizzate negli anni ’80 da mosaicisti provenienti da tutto il mondo. Un vero e proprio museo all’aperto, unico nel suo genere, voluto dall’Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei (AIMC) e fortemente sostenuto da Isotta Fiorentini Roncuzzi.

Secondo Berardi, il Parco necessita di una segnaletica adeguata, come quella installata al momento dell’inaugurazione, di un’insegna luminosa con la dicitura “Parco della Pace”, oltre che di telecamere di sorveglianza e della presenza di un custode nelle ore di apertura, misure che renderebbero l’area più sicura e fruibile anche per visite guidate e percorsi culturali. La gestione, suggerisce, potrebbe essere affidata alla Circoscrizione competente, considerando che la zona – spesso considerata periferica – è in realtà strategica, vicina a tribunale, ospedale, questura, stadio Benelli e numerose scuole.

Nel suo appello Berardi mette in evidenza soprattutto il degrado del grande mosaico pavimentale di Mimmo Paladino, realizzato da Carlo Signorini con gli studenti delle scuole d’arte: un’opera di 25 per 15 metri che, denuncia, «sta andando in grave e vorticosa rovina» e che richiede un intervento urgente prima che il deterioramento diventi irreversibile.

La lettera si conclude con un invito agli assessorati a considerare il Parco della Pace come un “fiore all’occhiello” della città, un luogo simbolico che merita un impegno congiunto per essere recuperato e restituito appieno alla comunità.