“Sembra ormai certo che il declassamento dalla prima alla terza fascia dell’Agenzia delle Dogane di Ravenna sia stato confermato, lo scorso 23 gennaio, nel novero delle decisioni assunte dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli circa la riorganizzazione del settore” afferma il presidente di TCR, gruppo Sapir, Giannantonio Mingozzi; “se così fosse si tratta di un vero e proprio schiaffo al nostro porto ed all’intera economia ravennate che conta molto su import ed export e quindi su competenze, organico, efficienza e qualità degli uffici doganali; in questo inizio di anno che registra buone premesse di crescita della movimentazione merci e passeggeri (ad esempio Tcr chiuderà gennaio con un più 30% di container rispetto al pari periodo 2024), con buona parte dei lavori del nuovo Hub portuale in fase conclusiva, un impegno per energia, rigassificatore e Co2 messo a disposizione di tutto il Paese ed una ZLS in fase di avvio) la Dogana andrebbe potenziata con più personale e celerità delle operazioni” sottolinea Mingozzi; al contrario ci troviamo di fronte ad un declassamento incomprensibile e grave che vede tra l’altro i porti dell’Adriatico concorrenti mantenere la prima fascia”. “Occorre un fronte comune di forze politiche, istituzioni e imprese affinchè la risposta di Ravenna sia utile a Regione e Governo nelle azioni necessarie per rispristinare quella prima fascia che ci compete, conclude il presidente di TCR Giannantonio Mingozzi; occorre poi chiarire che le operazioni doganali non sono tutte uguali ma hanno dimensioni e caratteristiche diversificate che il solo numero non può contemplare, se vogliamo che i nostri porti crescano e affrontino il mercato internazionale con i giusti strumenti di sostegno e di garanzia”.























































