Questa mattina, il sindaco di Faenza, Massimo Isola, si è recato presso l’Unità Operativa Semplice di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Faenza per incontrare le famiglie del primo bambino dell’anno, residente nel comune di Faenza, e per consegnare, a nome della città, la tradizionale Impagliata. Questo servizio in ceramica, composto da scodelle, piatti e ciotole, è storicamente donato alle neo-mamme per permettere loro di consumare un pasto sostanzioso dopo le fatiche del parto. Faenza, a partire dal 1977, grazie all’iniziativa dell’allora Segretario Generale del Comune, Alteo Dolcini, ha fatto propria questa antica tradizione, assegnando al primo cittadino il compito di consegnare l’Impagliata ai primi nati dell’anno, sia alla femminuccia che al maschietto.
Il primo nato faentino è Diego Gioia, venuto alla luce giovedì 1 gennaio alle ore 9,04. Figlio di Veronica Spinosa ravennate di 32 anni, laureata all’Isia di Faenza e ora impiegata in uno studio di progettazione di Forlì e Flavio Gioia, 32enne, originario della provincia di Caltanissetta, laureato in disegno industriale e dipendente di una multinazionale con sede nel bolognese. Diego, primo nato in casa Gioia, quando è venuto alla luce, pesava 3,610 chilogrammi.
Questa mattina oltre al sindaco Isola a salutare il piccolo Diego anche il personale medico, tra cui la Dirigente la dottoressa Chiara Belosi, il personale infermieristico e le ostetriche del reparto del punto nascita dove mamma Veronica ha deciso di affidarsi per far nascere il proprio bimbo.
La tradizione dell’Impagliata
Durante la visita, il sindaco Isola ha consegnato alle famiglie il servizio in maiolica tradizionale, noto come Impagliata, decorato con il motivo a “melograno”, uno dei simboli distintivi della ceramica faentina. In questo decoro ha particolare rilevanza la presenza dell’oro sul blu. La lavorazione è articolata e complessa, per un risultato che richiama i gusti e gli stili di inizio ‘900.
L’ostentazione del prezioso conferisce particolare luce al motivo che si inserisce autorevolmente nella moderna classicità, che vede già celebrati i suoi fasti sotto l’influsso del modernariato. Realizzato dal maestro ceramista Romano Cortesi, il set donato dal Comune di Faenza alla famiglia di Diego, include scodelle, piatti e ciotole. Nella tradizione, l’Impagliata veniva donata alla puerpera per il suo primo pasto sostanzioso dopo il parto, un gesto simbolico di cura e protezione da parte della comunità.
Il termine ‘Impagliata’ potrebbe derivare, secondo uno studio del MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, dal “giaciglio di paglia sul quale venivano posati i neonati”. Con il tempo, l’Impagliata si è trasformata in un servizio in ceramica unico, composto da un piatto fondo, un portauovo con portasale e una piccola zuppiera, diventando un oggetto quasi di design.
Questa tradizione, documentata fin dal XV secolo, celebra la maternità e la vita. Negli anni, il servizio faentino è stato donato anche a illustri personalità, come la principessa Maria José di Savoia nel 1940, per la nascita della figlia Maria Gabriella, e la principessa Diana Spencer nel 1982, in occasione della nascita del principe William.
Con questo gesto simbolico, la città di Faenza ribadisce il suo legame con le tradizioni e la sua attenzione alle nuove vite che nascono nella comunità.





























































