A giugno un cittadino del gruppo Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna, residente in zona via Maggiore, si è accorto di alcune operazioni in corso attorno ai pini della principale via d’accesso storica alla città, sul quale il gruppo, insieme ad Italia Nostra, ha depositato un ricorso, presentato dall’avvocata Virginia Cuffaro, per “mancate autorizzazioni sulla sostituzione dei pini coi lecci”.

“Com’è noto, infatti, dopo averne abbattuti circa 60, alcuni con perizie tutt’altro che convincenti e senza aver ripiantato nulla, il precedente assessore 5 Stelle Gallonetto, nonostante migliaia di firme raccolte a favore della tutela dell’alberata storica, manifestazioni e interventi pubblici del dottore forestale Cantiani che sconsigliava la sostituzione, ha deciso di piantare alcuni lecci al posto dei pini. Presto secchi diversi esemplari, ci ha pensato il nuovo assessore sempre 5 Stelle Schiano a ripiantarne altri, a favore di telecamere in clima torrido, con temperatura a 30 gradi. Pochi giorni prima dello show, erano state eseguite da una ditta incaricata dal Comune valutazioni e prove a trazione a dir poco spericolate, senza i minimi dispositivi di sicurezza, e poi abbattuto un pino” critica il gruppo “Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna”.

I lavori sono stati oggetto di un esposto da parte dei cittadini. Uno dei membri del gruppo è stato informato di essere indagato per interruzione di pubblico servizio. La notizia è stata diffusa dagli stessi cittadini, anche se non è chiaro cosa sia esattamente accaduto. E non viene spiegato quali azioni abbia messo in atto il residente della zona.

Il gruppo di attivisti, però, protesta: “È una modalità per silenziare il dissenso”.