Agricoltura: l’export dei prodotti ravennati vale 670 milioni di euro

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Dopo le pessime notizie sul fronte delle pesche e degli albicocchi, arrivano i dati del 2017 a rasserenare gli agricoltori emiliano-romagnoli. Nell’anno scorso il rapporto sul sistema agro-alimentare evidenzia un netto aumento del valore della produzione, del 6,6%, un aumento dell’occupazione, del 5%, e delle imprese giovani, quasi +3%. Sale l’export (+5,1%) e sale nettamente il valore del mercato biologico (+10%).

La Produzione lorda vendibile è dipesa essenzialmente dalla risalita dei prezzi delle carni e del latte dopo anni di stagnazione. Risultati più contrastanti per le produzioni vegetali (+2,4%), penalizzate dalla prolungata siccità estiva: -8% per patate e ortaggi, -4,6% i cereali, in decisa ripresa il vino (+27%)per l’impennata delle quotazioni dell’uva a causa della scarsa vendemmia. Una parentesi a parte merita la frutta, che fa registrare nel complesso una crescita del 5,7%: un risultato che mette insieme il bilancio negativo delle specialità estive (pesche, nettarine, albicocche e susine) e l’exploit di quelle invernali (mele, pere e kiwi).  

I prodotti del ravennate fanno segnare un’esportazione pari a 670 milioni di euro, al terzo posto in regione dietro Parma e Modena, grazie soprattutto ai mercati tedeschi, francesi del Regno Unito, degli Stati Uniti e della Spagna. A trainare l’export regionale, oltre al Parmigiano Reggiano, è il vino, in grado di far entrare nelle casse delle aziende della regione 320 milioni di euro