Agguato alla ragazza che si stava prostituendo sull’Adriatica: il sospettato respinge le accuse

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Devono rispondere di tentato omicidio e favoreggiamento le due persone (l’assalitore e la donna che era con lui in auto) al momento fermate dalle forze dell’ordine per l’agguato del 19 maggio alla ragazza che si stava prostituendo alla Cava Manzona, lungo l’Adriatica. Nonostante l’assalitore, un bulgaro, si sia costituito, con i Carabinieri che ormai l’avevano scoperto, ha deciso di non collaborare con gli inquirenti, dichiarando anzi di trovarsi all’estero al momento dell’agguato a colpi di arma da fuoco. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, però lo identificano sul luogo. L’arma utilizzata non è ancora stata trovata.
Dopo che la ragazza ferita nell’agguato, una 29enne bulgara, ha descritto il suo assalitore che le ha sparato 5 colpi di pistola addosso, i carabinieri hanno ricostruito gli spostamenti del sospettato. L’uomo ha prima trovato rifugio in un’abitazione fuori dal territorio ravennate, poi è scappato all’estero, arrivando fino in Spagna, per poi spostarsi di nuovo in una località che al momento gli inquirenti non vogliono rivelare, per non compromettere un’indagine che sta cercando di ricostruire lo scenario all’interno del quale si sono svolti i fatti.