Un impegno del Governo a difendere in Europa la specificità e il ruolo strategico del credito cooperativo. È quanto hanno chiesto i vertici della Federazione BCC dell’Emilia-Romagna al vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, intervenuto all’Hotel Globus di Forlì per un confronto dedicato al ruolo delle Banche di Credito Cooperativo come infrastruttura economica e sociale dei territori. All’incontro ha partecipato anche il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini.

Nel corso della mattinata sono stati illustrati i principali numeri del sistema BCC regionale: 9 BCC aderenti, 348 sportelli (16,5% del totale regionale), presenza in 162 comuni e 9 province, con 14 comuni in cui rappresentano l’unico presidio bancario; 155.017 soci e oltre 2.800 dipendenti.

Mauro Fabbretti, presidente della Federazione BCC-ER, ha evidenziato come dal 2019 al 2024 in Emilia-Romagna abbiano chiuso 414 sportelli bancari, con ulteriori 37 chiusure nei primi nove mesi del 2025, mentre le BCC hanno aperto nuove filiali e avviato progetti per presidiare aree interne e periferiche. “È un modello che tiene insieme solidità, responsabilità e vicinanza – ha dichiarato – e che nelle emergenze continua a dare risposte concrete a famiglie e imprese. Chiediamo che questa specificità venga riconosciuta anche a livello europeo attraverso norme proporzionate e semplificazioni adeguate”.

Al centro del confronto, la revisione del quadro normativo bancario avviata dalla Commissione UE l’11 febbraio 2026. Le BCC chiedono che la ricerca di maggiore proporzionalità normativa si accompagni al riconoscimento del modello cooperativo italiano, distinto da altri sistemi europei, evitando disparità rispetto a Paesi come Germania e Austria.

Il vicepremier Tajani ha ribadito il sostegno del Governo: “Le BCC permettono alle micro, piccole e medie imprese di accedere al credito. Siamo pronti a organizzare un incontro a Bruxelles per supportare la richiesta di proporzionalità delle norme bancarie a livello europeo”. Tajani ha inoltre sottolineato l’importanza del pluralismo economico e della biodiversità bancaria.

Anche Maurizio Gardini ha parlato di riconoscimento di un merito e non di un privilegio, ricordando che le BCC non distribuiscono utili ma li accantonano a riserva indivisibile per rafforzare il patrimonio del territorio.

I dati economici confermano la solidità del sistema: 14,4 miliardi di euro di impieghi totali (+3,63%) e 18 miliardi di raccolta (+2,51%), con un patrimonio di 2,3 miliardi e un CET1 Ratio al 26,4%. Per ogni 10 euro di impieghi, 7,85 sono destinati alle PMI, di cui 5,87 alle microimprese; rilevanti anche le quote di mercato in settori come turismo, agricoltura e artigianato.

Durante l’incontro è stato ricordato anche il ruolo svolto nelle emergenze: moratorie durante la pandemia, 500 milioni di euro messi a disposizione per l’alluvione in Emilia-Romagna, iniziative di microcredito sociale e 200 milioni stanziati per contrastare il caro energia.

Un confronto che ha ribadito la richiesta di un riconoscimento pieno del modello cooperativo italiano, considerato elemento chiave per lo sviluppo equilibrato dei territori.