Il nuovo anno politico si apre così come si era chiuso il 2025, con le critiche dell’opposizione alle ultime due importanti decisioni della giunta guidata dal sindaco Alessandro Barattoni: il bilancio comunale e il nuovo piano sosta, presentato direttamente dal primo cittadino a poche ore dal 31 dicembre (ma effettivo a partire da marzo).

“Dopo l’approvazione di un bilancio di previsione triennale privo di visione, di progettualità e di qualsiasi prospettiva di modernizzazione della città, l’amministrazione comunale prosegue su una linea politica che continua a penalizzare cittadini, residenti e attività economiche del centro storico. Un bilancio che, nonostante i numerosi emendamenti presentati da tutte le forze di opposizione per contrastare sprechi e scelte discutibili, si caratterizza per un uso inefficiente delle risorse pubbliche e per l’assenza di una strategia di sviluppo coerente” ha commentato il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Pietro Moretti.
Il giudizio di Moretti non è migliore sul nuovo piano della sosta: “Pare avere come unico obiettivo quello di gravare ulteriormente sulle tasche di cittadini e turisti, colpendo in modo particolare i residenti del centro storico e aggravando la già difficile situazione dei commercianti, messi in ginocchio da anni di scelte sbagliate e dalla concorrenza crescente dei centri commerciali e dell’e-commerce.
Siamo di fronte all’ennesimo provvedimento punitivo, che non risolve alcun problema strutturale della città ma che, al contrario, scarica sui cittadini il costo di una gestione inefficace e ideologica”.
Secondo l’esponente del partito meloniano, il provvedimento “Rischia di affossare definitivamente il cuore commerciale e sociale della città”.
Per quanto riguarda Alvaro Ancisi, il nuovo piano sosta è “Un furto compiuto con destrezza, intuito e deprecato, ma indimostrabile anche prendendo conoscenza del provvedimento, nascosto fino al giorno dopo a tutta la cittadinanza, Consiglio comunale compreso. La memoria e un po’ di acume residui del sottoscritto sono stati però sufficienti per scoprirne immediatamente, ed ora dimostrare, le tracce inoppugnabili, che sono contenute nella deliberazione approvata dal Consiglio comunale il 22 dicembre 2025, sulla “copertura dei servizi a domanda individuale per l’esercizio 2026”, confrontata con la deliberazione analoga per l’esercizio 2025 approvata il 23 dicembre 2024. Per i 12 mesi del 2025 la Giunta comunale previde di incassare dalle auto in sosta a pagamento 2 milioni e 790 mila euro. Col 2026, l’incasso è salito a 3 milioni e 200 mila: cioè 410 mila euro in più, che significano, rapportati ai soli 10 mesi di vigenza del nuovo piano, un aumento medio del 17,6%. Tutto calcolato, non c’è dubbio, perché la Giunta Barattoni si è affrettata, l’antivigilia di questo Natale, a pagare ad Azimut le spese per la gestione del nuovo piano sosta approvate dal Consiglio il giorno prima, pari ad 1 milione e 557 mila euro (rispetto ad 1 milione e 445 mila euro del 2025).

 

Ancisi critica il sindaco per non aver organizzato incontri con i cittadini prima della pianificazione finale del nuovo regolamento della sosta: “Ha trattato solo con le associazioni di categoria, notoriamente molto cordiali, quasi in famiglia, con la maggioranza che governa Ravenna, fregandosene totalmente dei cittadini, tanto da non essersi confrontato,  e neppure ipotizza di farlo, col Consiglio comunale, che li rappresenta tutti e di cui il sindaco e la giunta del sindaco sono per legge organi esecutivi, non dittatoriali. Riceverà dunque il pane per i suoi denti”.

Il capogruppo di Lista per Ravenna contesta anche il  provvedimento adottato nell’antivigilia di Capodanno dalla Giunta Barattoni, che disciplina l’accesso alle zone ZTL o pedonali, in sostanza il rilascio dei permessi: “Siccome è gravemente illegittimo perché di competenza del Consiglio comunale, ne parleremo a parte, come si merita”.