“Ringrazio Legacoop Romagna che ha promosso ieri un confronto a più voci circa i possibili effetti della Zona Logistica Semplificata: sul porto di Ravenna, in particolare, e su tutta l’economia regionale per i nuovi servizi che si prevedono ed il sostegno alle imprese che si confrontano con il mercato” afferma Giannantonio Mingozzi, presidente di Terminal Container Ravenna. “Un’occasione speciale per entrare nel merito dei tanti aspetti innovativi che caratterizzeranno il nostro scalo e verso i quali il mondo dell’impresa portuale, terminalisti, agenzie, spedizionieri ed operatori tutti debbono essere adeguatamente preparati e capaci, quale hub logistico e scalo moderno, di accogliere i nuovi insediamenti che nasceranno ed i relativi occupati”.
“Nel merito, continua Mingozzi, sia l’intervento del Sindaco che il contributo del nuovo presidente dell’Autorità Portuale, poi dei vertici di Camera di Commercio Fe-Ra e di Sapir hanno indicato alcune priorità del tutto condivisibili: completamento dei lavori in corso su fondali e banchine e reperimento risorse, strade e ferrovie di collegamento, nuovo Terminal Trattaroli, zona franca, 250 ettari di aree Sapir e Autorità Portuale per logistica e servizi, automotive, incentivi ed altro ancora”.
“Nel merito, continua Mingozzi, sia l’intervento del Sindaco che il contributo del nuovo presidente dell’Autorità Portuale, poi dei vertici di Camera di Commercio Fe-Ra e di Sapir hanno indicato alcune priorità del tutto condivisibili: completamento dei lavori in corso su fondali e banchine e reperimento risorse, strade e ferrovie di collegamento, nuovo Terminal Trattaroli, zona franca, 250 ettari di aree Sapir e Autorità Portuale per logistica e servizi, automotive, incentivi ed altro ancora”.
“Ma nella prospettiva di un porto ancora più competitivo ed europeo l’evoluzione tecnologica ed una formazione adeguata dei nuovi addetti è fondamentale, come hanno ricordato Sindaco, Guberti e Sabadini: per questo, in vista (dati Unioncamere) di oltre un centinaio di nuove imprese che vorranno insediarsi, una possibile crescita di 20.000 nuovi addetti e lo sviluppo di export ed import dobbiamo valutare con attenzione il grado di formazione delle nuove leve che verranno assunte e predisporre corsi e scuole ancora più attrezzate” conclude Mingozzi; “un gran lavoro viene fatto in proprio da imprese, Banche e Associazioni, l’Università (Giurisprudenza, Ingegneria e Flaminia) producono Master e lauree di ottima qualità, abbiamo un buon numero di Medie Superiori e centri di formazione qualificati e attenti, ma tutto ciò può non essere sufficiente a fronte di un radicale aumento di numeri ed occasioni di lavoro che decideranno del futuro dell’economia portuale e non solo”.























































