Una lettera firmata da 44 deputati, senatori ed europarlamentari del Partito Democratico chiede l’esclusione degli atleti di Israele dalle competizioni sportive. L’appello è stato ideato dall’ex commissario tecnico della nazionale azzurra di pallavolo maschile, Mauro Berruto, eletto nel 2022 alla Camera dei Deputati con il Pd. L’appello è stato presentato anche in Parlamento.
Fra i firmatari della lettera, anche la deputata ravennate Ouidad Bakkali.
Il Partito Democratico ha lanciato anche una petizione online, su change.org, e chiede ufficialmente al comitato olimpico internazionale, al Coni e alla federazione italiana calcio di sospendere Israele da tutte le competizioni sportive internazionali.
“Non si tratta di un gesto di vendetta – si legge nel testo – ma di un atto di responsabilità. Non per punire un popolo, ma per affermare che lo sport non può restare neutrale davanti a una politica di annientamento”.
“L’appello sottolinea come, da quasi due anni, la Striscia di Gaza sia teatro di uno sterminio che ha già cancellato decine di migliaia di vite civili, tra cui almeno 636 atleti e atlete palestinesi” spiega Bakkali. “Il Comitato Olimpico Palestinese denuncia inoltre che oltre il 90% delle infrastrutture sportive a Gaza è stato distrutto, rendendo impossibile ogni attività per almeno un decennio. L’appello ricorda i precedenti storici in cui la comunità sportiva internazionale ha scelto la sospensione di federazioni e comitati nazionali: dalla Germania e Giappone del dopoguerra alla Jugoslavia, dall’Iraq all’Afghanistan, dal Sudafrica dell’apartheid (escluso per 24 anni dai Giochi) fino alla Russia, oggi sospesa per l’aggressione all’Ucraina. Lo sport resti coerente con i valori di pace, uguaglianza e dignità umana sanciti nelle Carte e negli Statuti olimpici e federali. Ringrazio Mauro Berruto che ha promosso l’iniziativa”.
All’azione del Pd ha risposto polemico l’Onorevole Jacopo Morrone: “44 esponenti Pd superano gli ultimi freni inibitori e si lanciano nella più ingiustificata crociata razzista dettata da un evidente pregiudizio contro lo Stato di Israele e i suoi abitanti. I 44 piddini, tra cui spicca la parlamentare ravennate Ouidad Bakkali, hanno siglato un appello che chiede di escludere gli atleti israeliani da tutte le competizioni sportive internazionali. Il dato più grottesco è che giustificano il loro atto in nome della ‘pace, dell’uguaglianza e della dignità umana’. Come se la richiesta di cacciare pregiudizialmente gli atleti ebrei dalle gare sportive non fosse un atto di demonizzazione dell’intero popolo ebraico e non si potesse quindi assimilare alle politiche antisemite del nazifascismo. È quindi inaccettabile l’humus di odio e intolleranza in cui è stato elaborato un appello che è esattamente agli antipodi dell’uguaglianza, della pace e della dignità. La realtà è che Hamas e il terrorismo islamico sembrano puntare a uno stato di guerra permanente, incuranti di distruzione e sofferenze, anzi cercandole e strumentalizzandole ”.
Così in una nota il parlamentare Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna.
“Non è quindi un caso se i firmatari del Pd dimenticano che è stato Hamas a dichiarare guerra a Israele e non il contrario e che lo Stato ebraico sta difendendo il suo diritto all’esistenza. Non è un caso se si scordano degli ebrei trucidati da Hamas il 7 ottobre e degli ostaggi trattati come la stessa gentilezza con cui la Gestapo trattava gli ebrei nei lager. Il proclama dei 44 del Pd non può quindi che essere considerato un atto di irresponsabilità politica, dettato dal pregiudizio razziale antisemita e da un antisionismo che non è altro che antagonismo verso l’Occidente, in un momento in cui politica e istituzioni democratiche dovrebbero pretendere, come conditio ‘sine qua non’ per il cessate il fuoco, la restituzione immediata degli ostaggi ebrei e la resa totale del terrorismo”.






















































