L’Italia continua a perdere giovani talenti. E non si tratta più di un fenomeno episodico, ma di un esodo strutturale che sta impoverendo il Paese sia sul piano demografico che economico. A lanciare l’allarme è Giorgio Guberti, presidente della Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna, alla vigilia dell’approvazione – prevista per il 24 febbraio – delle linee guida di un nuovo bando per attrarre giovani lavoratori nel territorio.
Secondo il Rapporto CNEL, tra il 2011 e il 2024 hanno lasciato l’Italia 630mila giovani, pari al 7% del totale. Un’emorragia che vale 159,5 miliardi di euro di capitale umano, il 7,5% del PIL nazionale. E il saldo resta negativo: per ogni 9 giovani italiani che emigrano, arriva appena uno straniero under 34 proveniente da economie avanzate.
Per contrastare questa tendenza, la Camera di Commercio lancerà un bando pilota con contributi a fondo perduto destinati a giovani tra i 18 e i 35 anni che decidano di trasferirsi stabilmente nelle province di Ferrara e Ravenna con un contratto a tempo indeterminato. I contributi saranno erogati nell’arco di tre anni e potranno essere utilizzati tramite una piattaforma dedicata per l’acquisto di beni e servizi presso attività commerciali e artigianali locali, creando così un circuito virtuoso a beneficio anche delle imprese del territorio.
«L’Italia sta perdendo una parte quantitativamente e qualitativamente importante della sua generazione giovane e qualificata – sottolinea Guberti –. Crescere e formare persone è un investimento rilevante, economico ma anche umano. Quando i giovani se ne vanno, portano con sé competenze, energie e futuro».
L’iniziativa rientra nel Piano straordinario per l’accesso al lavoro e la promozione del fare impresa giovanile, sostenuto dalla Camera di Commercio con uno stanziamento iniziale di 1,5 milioni di euro. Il piano si fonda su cinque pilastri: incentivi alle assunzioni, sostegno alla nascita di nuove imprese, attrazione di talenti e capitali, supporto alla genitorialità e rafforzamento del collegamento scuola-lavoro. A queste risorse si aggiungono ulteriori contributi delle amministrazioni comunali per ampliare l’impatto del progetto.
Intanto, dall’Osservatorio camerale emerge un dato incoraggiante: le imprese giovanili sono più dinamiche e fiduciose rispetto a quelle guidate da over 35. Il 49% delle aziende under 35 prevede un aumento del fatturato nel 2025 (contro il 42% delle altre), mentre oltre il 40% mantiene prospettive positive anche per il 2026. Crescono anche le previsioni occupazionali: il 31% delle imprese giovanili intende assumere nuovo personale, soprattutto per affrontare le sfide della transizione digitale e green.
Nonostante una minore presenza sui mercati esteri, le aziende giovanili che esportano mostrano performance migliori: oltre il 40% prevede un aumento delle vendite internazionali nel 2026, contro il 33% delle imprese non giovanili.
«I giovani incarnano il futuro – conclude Guberti –. Investire su di loro significa investire nello sviluppo e nella competitività della nostra comunità. Dobbiamo ascoltarli, coinvolgerli e creare le condizioni perché possano crescere qui, senza essere costretti a cercare altrove le opportunità che meritano».






























































