L’industria è in calo in Emilia-Romagna, mentre le costruzioni riescono ancora a registrare risultati positivi.

È quanto rileva l’indagine sulla congiuntura del settore Artigianato di Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna relativa al primo trimestre 2023.

La produzione delle imprese artigiane della manifattura regionale ha fatto registrare una diminuzione tendenziale (-1,2%) risultato inferiore rispetto al complesso dell’industria regionale nello stesso trimestre (+1,1%). L’andamento del fatturato valutato a prezzi correnti ha fatto segnare un incremento molto contenuto (+0,5%). Anche la dinamica del fatturato estero si è ridotta, ma è rimasta positiva (+1,1%) risultando superiore a quella del mercato interno.

Il processo di acquisizione degli ordini ha subito un arretramento (-1,2%), sensibilmente peggiore di quello del fatturato. Gli ordinativi provenienti dai mercati esteri invece hanno mantenuto un andamento positivo rispetto al trimestre precedente (+0,7%). L’evoluzione in negativo della produzione ha confermato la correlazione dell’andamento congiunturale con la dimensione delle imprese anche nel breve periodo. Questo è evidente per le imprese minori (-1,6%). Più lieve la flessione (-0,6%) per le piccole imprese.
A fine marzo 2023 le imprese attive ammontavano a 25.634 con una caduta del 3,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, pari a una perdita di 823 imprese.
La tendenza positiva che caratterizza da 24 mesi l’artigianato delle costruzioni emiliano-romagnolo è proseguita anche nel primo trimestre 2023, ma a ritmi più contenuti.

Il volume d’affari a prezzi correnti ha fatto registrare un nuovo incremento rispetto allo stesso periodo del 2022 (+1,5%), ma la ripresa per le imprese artigiane del settore è stata chiaramente inferiore alla crescita del 3% registrata dal complesso dell’industria delle costruzioni regionale.

(ANSA)