“L’abbiamo incontrata e ascoltata in regione, percependo la sensazione che lei sia la persona giusta per occupare il ruolo di “commissario straordinario per la ricostruzione”.
Ma ci permetta, dal basso, di un quartiere tre volte alluvionato dall’esondazione dei fiumi Lamone e Marzeno, e allagato più volte da rigurgito fognario, di inviarle un suggerimento appassionato:
Anche una persona onesta e competente può impantanarsi nel fango post-alluvione, se non assume un atteggiamento straordinario nei confronti della politica e di tutti gli altri enti, ordini professionali, comitati di cittadini più o meno politicizzati. La ricerca del compromesso fra tutte le parti in gioco, danneggia gli alluvionati come dimostra il fallimento della ricostruzione, confusa e pasticciona con il solo 3% dei cittadini che ha presentato domanda di ristori sulla piattaforma sfinge.
Abbiamo individuato tanti colli di bottiglia che ostacolano la procedura e tengono lontane le persone spaventate da una burocrazia che non capiscono e che a volte, neanche i tecnici abilitati a redigere le perizie, hanno tempo e voglia di acquisire.
Se avrà tempo e modo di ascoltarli, volentieri possiamo illustrarli uno ad uno, qualcuno potrebbe essere sfuggito ai radar e risultarle poco noto, avendo ereditato una situazione contraddistinta da un evidente impantanamento operativo. Dovrà relazionarsi con energia e onestà intellettuale con enti dove a fianco di persone oneste e appassionate, operano altrettanti stanchi funzionari per i quali il pensiero più lusinghiero è “cosa vogliono ancora questi alluvionati rompicoglioni?
Per quanto attiene alla sicurezza, abbiamo apprezzato l’avere posto con chiarezza, i limiti del suo mandato che rimanda ad ognuno le proprie responsabilità, senza l’alibi-prezzemolo del “non ci sono i soldi”. L’Emilia Romagna è fra le prime regioni italiane: non regge che non si trovino i soldi per fare le manutenzioni necessarie e definire una volta per tutte, dove fare le casse di espansione, gli allagamenti e le rotture programmate, per contenere i milioni di metri cubi d’acqua che, in caso di piena, da qualche parte devono fluire. O proviamo a governarli, oppure decide il fiume dove e chi allagare ma non raccontiamoci più la favola che il fango è democratico perché a parità di alluvione, le storie sono molto diverse: fra i 6 metri d’acqua dei grandi alluvionati che hanno avuto invaso le stanze nelle quali mangiavano e dormivano e i 20 centimetri in garage, passa tanta acqua sotto i ponti.
E oltre ai quartieri cittadini anche il territorio del forese faentino necessita di una pianificazione importante, troviamo difficile interpretare azioni senza i piani speciali, che in tutta sincerità non ci è ben chiaro perché fino ad oggi ci sono stati decantati come determinanti, invece oggi capiamo che vi è una visione diversa.
Servono azioni a monte che rallentano e trattengono le acque, serve una gestione delle area di allagamento, servono mirate azioni a protezione della città e a valle servono tutte le azioni utili a far defluire le acque velocemente; ci sono aree che causa vincoli dettati da aree quali Sic e Zps, impediscono lo sfalcio ordinario, ieri e ancora oggi, dopo 3 alluvioni, ci sono dei boschi, che causano tracimazioni, rotture, creano dighe di detriti, riducono la portata dell’acqua; ecco commissario chiediamo che tutto questo venga “attenzionato” e chiediamo di richiedere lo spostamento di tali aree in altre zone, visto il rischio.
Probabilmente questo ambito non è in capo a lei, ma la regione ha provveduto a giugno 2024 a rinnovare i piani di gestione di tali aree, ma senza considerare le due alluvioni, ecco perché chiediamo il suo intervento, visto che lei è l’arbitro sopra le parti.
La parola alluvione contiene migliaia di storie molto diverse, con danni diretti e indiretti che si fanno sentire anche a distanza di quasi due anni.
Il qualunquismo delle persone che a volte confina con il buon senso, dice che l’unica speranza di una ricostruzione efficace sia quella di avere un commissario direttamente alluvionato, in grado di capire che l’eccesso di inerzia e di burocrazia costituiscono una ulteriore offesa. Grave.
Ingiustificata. Crudele
Siamo vicini alla stagione primaverile dove le piogge possono colpire duro. Si sinceri che i piani di emergenza in uso alla Unione Romagna Faentina cosi come negli altri territori, esistano o siano stati aggiornati. Prevedano risposte puntuali e operative, perché come dimostrato, dall’alluvione e dagli allagamenti di settembre 2024, in caso di emergenza non c’è tempo di improvvisare: bisogna che enti e istituzioni sappiano cosa fare. E se, per mitigare allagamenti indiretti che l’alluvione si porta sempre in dote, servono pompe idrovore o altre attrezzature, si assicuri che i fornitori esterni siano stati adeguatamente contrattualizzati con penali e altre clausole vincolanti per garantire un servizio efficiente. Oppure, come già accaduto più volte, sono guai per le cose e per le persone e sono nuovi danni da risarcire. La negligenza e la sciatteria operativa non costituiscono un buon affare per nessuno.
Pensiamo che il suo curriculum e le sue competenze, diano ottime garanzie, a patto che lei abbia in animo la forza e l’onore di volere fare qualcosa di straordinario.
Se sarà cosi, ci creda, le persone se ne accorgeranno immediatamente.
Le auguriamo di fare un buon lavoro e di essere sempre sostenuto da una energia straordinaria”
Comitato Borgo Alluvionato /Faenza (Alluvionati Arrabbiati)
Comitato Fluire /Forese Faentino























































