Sono iniziati ieri, 24 giugno, i lavori per ripristinare l’argine destro del fiume Montone in località San Marco, all’altezza dei numeri civici 80 e 82 della strada omonima. Il 28 maggio scorso ne avevo segnalato il rischio di cedimento con una interrogazione urgente al sindaco. La precarietà di questo tratto arginale era già stata accertata dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale nella primavera del 2018, quando, a seguito di un esposto dei residenti, fu fatto un sopralluogo tecnico. Ne era testimonianza il nastro bianco e rosso appeso ad alcune canne del rivale per identificare la zona esatta “fragile”. In occasione della recente piena delle acque causata dal maltempo, le preoccupazioni erano di molto aumentate, specie dopo il crollo di un tratto dell’argine destro del vicinissimo fiume Ronco, che, nel giro di un giorno, è stato ricostruito con una pesante massicciata di rinforzo. Di qui la domanda postami dai residenti sull’argine destro del Montone, che avevo girato al sindaco: “Si deve attendere che l’erosione sia maggiore e che si allaghi chi abita lì davanti, per rinforzare l’argine?”.

Il sindaco mi ha risposto due settimane fa con una nota del responsabile dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale, ing. Mauro Vannoni, in cui si legge, tra l’altro, quanto segue: “A seguito degli eventi meteorici del 12 e 13 maggio il presidente della Regione Emilia Romagna ha emesso il decreto num. 72 del 20 maggio: “Dichiarazione dello stato di crisi regionale per gli intensi eventi meteorologici che nel mese di maggio 2019 hanno colpito l’intero territorio regionale”. Tale decreto segue la ricognizione già effettuata da personale della Protezione Civile su tutto il territorio regionale, volta ad identificare i tratti fluviali più danneggiati e, quindi, necessari di interventi di consolidamento. Il tratto dell’argine destro del fiume Montone, specificatamente in prossimità dell’abitato di San Marco, è stato subito ricompreso all’interno delle segnalazioni di cui sopra e si provvederà, quindi, con la massima sollecitudine ad attivare tutte le procedure necessarie per la risoluzione/mitigazione dei dissesti riscontrati”.

Il progetto avviato ieri consiste – è scritto nel cartello di cantiere (vedi foto allegata)in “Lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza e ripristino di una frana golenale e arginale nel fiume Montone in località San Marco, causata da fenomeni di erosione di sponda con potenziale cedimento del corpo arginale”, ma comprende anche un intervento per la rimozione di “occlusioni dell’alveo lungo il fiume Ronco in località Coccolia”. Nel primo giorno, l’argine del Montone in questione è stato ripulito dalla folta vegetazione incolta (vedi altra foto allegata). La fine lavori dell’intero progetto, finanziato dalla Regione con 180 mila euro, è prevista per il 21 ottobre 2019.

IL TRAFFICO ABUSIVO E PERICOLOSO SULL’ARGINE 

Nell’interrogazione del 28 maggio avevo riportato anche un’altra lagnanza. Da quando è stata chiusa la statale Ravegnana tra Ravenna e Longana, sulla via Argine Destro Montone stessa transitava ogni giorno, benché riservata ai residenti con un’ordinanza del sindaco, anche un centinaio di auto, soprattutto del forlivese, più concentrate la mattina (ore 7-8), a mezzogiorno e la sera (ore 17-19), oltre tutto infrangendo spesso, anche di molto, il limite di velocità dei 30 km/h. Essendo la strada strettissima, il passaggio è limitato ad un’auto per volta, obbligando a difficoltose e non brevi retromarce chi è costretto a indietreggiare fino allo spazio di entrata di un’abitazione. Per giunta, quando l’erba ai lati cresce molto (finanche a 80 centimetri) senza essere tagliata, la visibilità ne viene totalmente impedita. Si possono immaginare i rischi di precipitare giù dall’argine e le angosce di chi, non essendo automobilista provetto/a, deve pur uscir di casa e tornarvi.

Chiedevo dunque che la polizia municipale rafforzasse al massimo i controlli su questa strada per il rispetto del divieto di accesso e di transito e dei limiti di velocità. In effetti i controlli erano stati scarsi, dato che, dopo l’emissione dell’ordinanza del sindaco, il 6 novembre scorso, e fino al 24 maggio, erano state staccate solo 60 multe, in media una ogni tre giorni.

L’interrogazione ha avuto effetto anche in questo, giacché i residenti hanno notato come l’intensificazione dei controlli sia servita a ridurre, specialmente di giorno, il fenomeno dei transiti d’auto pericolosamente abusivi. Logico che l’insediamento e lo stazionamento prolungato del cantiere impongano una vigilanza in loco tanto più serrata e costante.